Sicurezza
«Integrare tutti i servizi per dare un peso all’area»
I segretari dei partiti di maggioranza al Comune di Pisa rivolgono un appello alle altre amministrazioni, per facilitare l’unione in vista del riordino istituzionale
PISA. «Occorre far valere le funzioni metropolitane che il Comune di Pisa e i comuni dell'area pisana esprimono».
È, in estrema sintesi, l'appello-invito contenuto in un documento approvato dai segretari dei partiti di maggioranza alla guida di Palazzo Gambacorti (Pd, In lista per Pisa e Riformisti per Pisa), che vuole rappresentare un indirizzo politico e fare da stimolo per gli altri comuni ad avviare quel percorso di "unione" dell'area pisana per entrare con forza nella fase di riordino istituzionale che attende la Toscana all'indomani del superamento delle province, dell'istituzione delle città metropolitane e in vista della riforma costituzionale che ridefinisce le materie di competenza delle regioni prevedendo uno sviluppo per gli enti di area vasta. «In questo quadro - sottolinea Giovanni Viale, segretario comunale del Pd - la riflessione si è concentrata sul ruolo dell'area pisana. Qualche passo in avanti è stato fatto, ma occorre un percorso di integrazione di tutti i servizi, condividendo gli obiettivi di questo territorio molto omogeneo. Questa è la sfida da cogliere, ma non può farlo solo il Comune di Pisa». Le previsioni proposte dalla giunta regionale prevedono "intese con la città metropolitana di Firenze di attuazione del piano regionale di sviluppo e del piano strategico" e una serie di aree socio-economiche come aggregazione delle zone di gestione di funzioni come «ambiti di analisi e di confronto con le forze economiche e sociali, di rilevazione dei bisogni e contribuzione alla progettazione delle politiche regionale, evitando l'individuazione con legge di organismi e tantomeno di indicarne i componenti».
Tradotto, significa che l'area pisana potrebbe ritrovarsi "svuotata" del suo peso decisionale e, senza un'aggregazione con altri territori, sempre meno competitiva rispetto all'espansione dei centri decisionali fiorentini: meno potere uguale meno finanziamenti e capacità di sviluppo. «Sarebbe un crimine se le forze politiche del territorio non provassero a fare il proprio ruolo - aggiunge Rolando Vivaldi, segretario dei Riformisti pisani -. Siamo contenti di condividere con il Pd e il sindaco Filippeschi una discussione sulla costruzione dell'area vasta». Con il documento, le forze politiche auspicano che «nelle aree sia previsto uno strumento istituzionale, che potrebbe essere almeno una conferenza dei sindaci che promuova la concertazione con le forze sociali ed economiche del territorio. Il ruolo dell'area pisana deve essere necessariamente rafforzato attraverso un'integrazione delle funzioni e dei servizi nella nuova prospettiva istituzionale che la deve vedere come protagonista nell'area costiera e nei rapporti con l'area fiorentina con la quale costituisce un asse fondamentale per l'economia regionale». «L'organizzazione di un'area pisana è da tempo al centro dell'attenzione della politica - conclude Rita Mariotti di In lista per Pisa -. Siamo arrivati ad uno snodo fondamentale in cui vengono assegnate le funzioni: entrare nella discussione è un importante passo in avanti, in cui il documento approvato dalle forze di maggioranza ha un rilievo assoluto sul come sarà la Toscana del futuro».
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