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Pisa

Si scaglia col coltello sul vigile: arrestata

Si scaglia col coltello sul vigile: arrestata

Una donna aggredisce il vicecomandante Paolo Migliorini durante uno sgombero di camper e roulotte a Gagno

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PISA. Ormai è una specie di collezionista. Anche se ne farebbe volentieri a meno. Eppure - dice - fra i malviventi, gli occupatori di case, di terreni, edifici, i borseggiatori che popolano Pisa e le sue periferie «sembra diventata una moda», dice Paolo Migliorini. Tutti con il vizietto del regolamento di conti a colpi di lame. Ieri mattina un coltello da cucina il vicecomandante dei vigili se l’è ritrovato puntato alla bocca dello stomaco da una 53 enne bosniaca fra via di Gagno e via Pardi.

La squadra dei vigili aveva appena finito di liberare il parcheggio da mesi occupato da camper, roulotte e autovetture ridotte a relitti, tutte scoperte da assicurazione, ma soprattutto abitati di volta in volta da stranieri di diverse nazionalità e conosciuti dalle forze dell’ordine per furti, borseggi e anche spaccio di droga. «Ce lo chiedevano i residenti da tempo, erano esasperati», racconta Migliorini, «e io non mi faccio pregare. Se possiamo intervenire lo facciamo». Lo sgombero fila liscio, con qualche protesta, ma senza intoppi. A un certo punto però i residenti richiamano l’attenzione dei vigili.

«Guardate che una famiglia che vive in una casa popolare ha nascosto il camper in un cortile, dietro la sbarra, andate a vedere». Gli uomini della municipale vanno. Bussano ma non apre nessuno. «Lo affittano a uno spacciatore», urlano i residenti «e loro vivono in un alloggio pubblico». È un pregiudicato, conosciuto dalle forze dell’ordine. «Ma nessuno rispondeva - racconta ancora il vicecomandante - e a un certo punto è sputata dal palazzo quella donna. Ho chiesto ad una vigilessa di calmarla, ma lei ha cominciato ad offenderla e a minacciarla. Quindi mi sono fatto avanti io, con calma, senza alzare la voce: “È solo un controllo - ho detto - ci dia i documenti, signora”». Ma la donna dà in escandescenza anche con Migliorini, urla, lui cerca di calmarla. «Ma all’improvviso ho sentito un collega alle spalle che mi urlava: “Attento”. Ho abbassato lo sguardo e ho visto la lama. L’ho colpita con un manrovescio sul braccio e l’ho ammanettata. Si è buttata a terra, accusando un malore, dicendo che era cardiopatica, ma poi sono usciti di casa i familiari». E lì la donna, Jasmina Bojic, si rianima. Comincia ad inveire e come loro. «Vi tagliamo la gola», dicono alcuni degli uomini. Sono i vigili a chiamare l’ambulanza del 118. Prima di arrestarla, vogliono che la donna sia controllata, per capire se davvero è malata. Alla fine la donna viene arrestata resistenza a pubblico ufficiale, tentate lesioni pluriaggravate e porto abusivo di coltello, la misura convalidata dal giudice nella giudizio per direttissima, ma da scontare ai domiciliari proprio in ragione di una cardiopatia.

È la seconda volta in un anno esatto che Migliorini rischia grosso per un malvivente che lo assale con un coltello. Anzi, a maggio dell’anno scorso andò perfino peggio. Il nomade che i vigili fermarono in una golena d’Arno gli rifilò una coltellata sulla mano. Non si ferì gravemente solo perché un ragazzo senegalese lo trascinò indietro facendogli schivare il colpo.

Questa volta deve la vita anche alla prontezza di riflessi del collega, oltre che alla sua.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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