Il Tirreno

Pisa

Ridotti i finanziamenti alla Casa della Donna

di Sharon Braithwaite ; di Sharon Braithwaite
Ridotti i finanziamenti alla Casa della Donna

Allarme del centro antiviolenza dopo la conferma degli ultimi tagli operati dalla Società della Salute. Negli ultimi tre anni i casi accolti erano arrivati a 741

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PISA. «La Società della Salute ha confermato i tagli del 35% ai finanziamenti destinati alla Casa della Donna».

È l'allarme lanciato sui social network dal centro antiviolenza di via Galli Tassi, da anni punto di riferimento fondamentale per le donne vittime di soprusi e maltrattamenti. La notizia si è diffusa rapidamente nella rete, suscitando l'indignazione di diversi utenti. La preoccupazione dei responsabili dell'associazione è palpabile, considerando che la Casa della Donna collabora con la Sds pisana dal 2002. «Tagliare i finanziamenti significa ridurre i servizi di ascolto, i colloqui, le terapie psicologiche, le consulenze legali - si legge nel post -. Nel triennio del progetto era molto aumentato il numero delle donne accolte, fino ad arrivare a 741. Donne che non sono andate al pronto soccorso, che non hanno avuto bisogno di essere accolte in emergenza, che non sono state uccise. È cresciuto anche il lavoro delle operatrici, delle consulenti, delle volontarie che hanno sostenuto le donne nel percorso lungo e difficoltoso di reinventarsi un progetto di vita senza violenza. Tutto questo è documentato da report e dati. È molto amaro dover costatare che, dopo 14 anni di collaborazione, la Società della Salute sceglie di ridurre l'impegno contro la violenza sulle donne».

La Casa della Donna è collegata alle reti regionali e nazionali dei centri antiviolenza, alle biblioteche e ai centri di documentazione, alle altre Case delle donne. Tra novembre 2014 e ottobre 2015, sono stati registrati dati in linea con i mesi precedenti. 217 le donne che si sono rivolte al Telefono Donna, il servizio di ascolto e accoglienza offerto dall'associazione; il 15% di esse ha chiesto un'opportunità di lavoro o di ospitalità, individuando nella Casa della Donna una possibilità di aiuto, un'ancora di salvezza. Nello stesso arco temporale sono aumentate leggermente le denunce, unico dato positivo rispetto alle rilevazioni precedenti. I maltrattanti sono per il 65% il partner e per il 25% l'ex. Inoltre, le condizioni di crescente povertà e disoccupazione rendono le donne più fragili e ricattabili.

«Siamo ben consapevoli che i tagli hanno riguardato tutto il terzo settore, con una riduzione che ha riguardato tanti servizi. Sappiamo che il bando che uscirà nei prossimi giorni riporterà i tagli già previsti nella delibera di marzo - commenta Giovanna Zitiello, coordinatrice del centro antiviolenza pisano -. Siamo preoccupate perché i finanziamenti che storicamente sono stati garantiti dalla Società della Salute coprono solo una parte del lavoro che operatrici e consulenti svolgono. Speriamo che le dichiarazioni della presidente della Società della Salute Sandra Capuzzi su nuovi finanziamenti vengano confermate. Siamo come sempre disponibili al confronto e alla collaborazione, ben consapevoli che anche le istituzioni conoscono la mole e il valore del nostro impegno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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