Lutto
170 firme di residenti per dire no a Canapisa «Pronti all’esposto»
Anche il Comitato di Mezzogiorno è intenzionato a rivolgersi alla procura per gli eventuali illeciti amministrativi e penali
PISA. Oltre 170 firme di residenti per dire no a Canapisa, la streetparade anti-proibizionista prevista per domani. «E poi scatterà l'esposto alla procura per tutti gli atti illeciti compiuti da chi partecipa alla manifestazione, ai suoi organizzatori e a chi l'ha autorizzata», scrivono i residenti ed il Comitato di Mezzogiorno nella loro raccolta firme che è stata inviata a Comune, Arpat, Asl 5, prefettura e questura.
«È ora di dire basta alle oscenità, alle inciviltà, all'indecenza che ogni anno i cittadini devono subire per colpa di Canapisa e chiediamo sin da oggi che questa manifestazione non si tenga più nelle zone dell'intero abitato urbano», si legge nella nota del comitato. Pochi giorni fa, a scrivere al Tirreno erano stati i residenti di via delle Trincere, via Canavari, via D'Achiardi, via Mancini e via Donadoni, preoccupati del fatto che i bivacchi di Canapisa lasciavano «preservativi, siringhe, bottiglie di birra nei giardini pubblici usati come latrine senza considerare la musica alta fino all'alba». Il Comitato di Mezzogiorno non è contrario a che venga fatta la manifestazione ma deve essere fatta in un luogo adatto e soprattutto lontana dal centro abitato. Ed ecco che la raccolta firme stila una sorta di vademecum per punti che dovrebbe dettare le linee guida di questa e delle future Canapisa. L'area di sosta finale della manifestazione per l'anno 2016 deve essere individuata al di fuori del centro urbano o comunque in zona diversa da quella abituale di via delle Trincere. In subordine: il giorno 28 maggio dalle 18 alle 24 deve essere attivato un servizio di videosorveglianza a tutela dell'incolumità pubblica, nonché a tutela del patrimonio pubblico e privato. In seguito, l'Arpat deve installare per il medesimo giorno, in prossimità degli edifici di via delle Trincere, apparecchiature finalizzate al rilevamento acustico. E poi il “day after”, e cioè il 29 maggio, dovranno essere effettuati rilievi per la verifica dei danni eventualmente arrecati al verde pubblico e alle proprietà private delle strade citate. Il Comune deve fare la sua parte e cioè deve pulire non solo il suolo pubblico ma anche le aree private con la garanzia del sollecito smaltimento dei rifiuti abbandonati dai manifestanti. Le strade non direttamente individuate per il passaggio dei manifestanti (in particolare la via Donadoni) devono essere efficacemente rese inaccessibili al transito anche pedonale dei manifestanti stessi, soprattutto in considerazione della residenza di soggetti portatori di handicap con invalidità massima certificata ai quali devono essere continuativamente garantiti l'ingresso e l'uscita dalle abitazioni di proprietà. Infine, i residenti dovranno essere sollevati dai costi di tutti gli interventi richiesti. I residenti firmatari si riservano fin da ora di acquisire la documentazione relativa alla manifestazione e di agire nei confronti del Comune per eventuali danni e di presentare un esposto alla procura per gli eventuali illeciti amministrativi o penali. «Ogni anno ci lamentiamo dei danni, dei disagi, delle oscenità che Canapisa porta nella nostra città e sistematicamente ogni anno abbiamo la manifestazione in casa, una manifestazione che è invisa a tutta la cittadinanza ma non evidentemente a chi la autorizza», riferiscono dalla presidenza del Comitato di Mezzogiorno.
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