Proteste
«Pisa, lo sviluppo passa dalla logistica»
L’ing. Bonadio: «Anche la Darsena Pisana sarà chiamata al tavolo del ministero con porti, aeroporti e interporti toscani»
PISA. «Oggi abbiamo l’occasione di potenziare la funzione di Pisa anche dal punto di vista logistico, rendendo più competitivo nel suo complesso l’intero territorio locale», così sintetizza Giovanni Bonadio quel che si sta muovendo in questo settore a cavallo tra infrastrutture ed economia. Con sviluppi anche e soprattutto su scala nazionale, dove sarà varato nei prossimi mesi il nuovo piano dei trasporti. Il ritorno dei treni nella Darsena Pisana, grazie alla riattivazione dei binari dopo sessant’anni, inaugurati martedì scorso, apre prospettive su questo fronte: le merci come “gancio” per attrarre imprese (e posti di lavoro). Lo scenario lo illustra l’ingegner Bonadio, che è presidente di Logistica Toscana, braccio operativo della presidenza della Regione e dell’assessorato ai trasporti.
Bonadio, cosa indica il piano nazionale?
«Prevede l’accorpamento dei porti di Livorno e Piombino sotto un’autorità unica di sistema portuale e concepisce questi due porti, gli interporti di Guasticce e Prato ed i due aeroporti di Pisa e Firenze come un unico sistema logistico della Toscana, nell’ambito del quale va evidenziata la crescita del Galilei nel settore cargo. L’aspetto nuovo è che la Darsena Pisana, con i suoi sviluppi infrastrutturali e il ritorno della ferrovia, assume un peso maggiore e si inserisce a pieno in questo sistema».
Ma, al di là della nautica e dello store Ikea, quali sono le prospettive per l’area della Darsena sotto questo profilo?
«Diventare un hub, ovvero un punto di riferimento per la distribuzione finale delle merci ai destinatari, il cosiddetto “ultimo miglio”. La Darsena può diventare per l’area metropolitana pisana quello che rappresenta Prato per l’area metropolitana fiorentina: a Prato arrivano tutte le merci e da lì vengono smistate. Questa funzione di Pisa potrebbe poi avere possibili estensioni verso l’area Lucca-Viareggio. Si otterrebbe razionalizzazione dei servizi e riduzione dei costi, oltre ad una maggiore sostenibilità ambientale: meno camion, più treni, meno inquinamento».
In occasione dell’inaugurazione del treno in Darsena, lei ha accennato ad un’iniziativa ministeriale per la logistica…
«Confermo l’anticipazione: a livello ministeriale si sta organizzando un tavolo di lavoro che organizzi al meglio il sistema logistico della Toscana, dove verrà chiamata anche la Darsena Pisana, insieme a porti, aeroporti, interporti. Pisa, tra aeroporto Galilei e Darsena, entra così nel sistema della logistica toscana. E il ripristino della ferrovia conferisce maggiore potenza. Pisa assume un ruolo che finora sembrava relegato a Livorno, Piombino e agli interporti».
Ci spieghi anche con qualche numero l’importanza di questo scenario...
«La logistica incide per il 20% nell’attività di produzione. Abbassarne l’incidenza è una leva per incentivare l’insediamento non solo di aziende che si occupano di logistica, ma anche di realtà produttive. Minori costi equivalgono ad un aumento di competitività».
Si parla da anni anche di un nuovo collegamento ferroviario lungo lo Scolmatore tra porto di Livorno e Pontedera, a servizio dell’entroterra pisano…
«Dalla Commissione europea e dalla Regione Toscana è già stato approvato, con finanziamento del governo, della Regione e dell’Autorità portuale, il collegamento diretto tra porto ed interporto. L’opera è passata a Rfi per l’appalto. E’ poi in avanzata fase di progettazione, lungo la Pisa-Collesalvetti-Vada, anche un collegamento tra l’interporto e Pontedera, quindi alla linea Pisa-Firenze, passando da Lavoria. L’obiettivo è decongestionare il nodo di Pisa che non può reggere altro traffico merci e servire l’area industriale di Pontedera, rendendo più competitivo ciò che viene prodotto lì. La Piaggio, per fare un esempio, potrebbe così relazionarsi direttamente con Livorno senza dover mandare, come ora, i suoi camion a La Spezia. Un discorso che vale per tutto l’indotto. Sarebbe un collegamento anche con la Padania e il Centro Europa. E renderebbe più potente la piattaforma logistica toscana, in una visione d’insieme».
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