Finanza
Nuova laurea sulla sicurezza internazionale
Partnership tra la Scuola Sant’Anna e l’Università di Trento. Lezioni in lingua inglese per 25 studenti
PISA. La sicurezza così come non è mai stata insegnata. La Scuola Sant'Anna e l'Università di Trento danno il via alla laurea magistrale sulla sicurezza internazionale che parlerà poco di eserciti, armi ed intelligence, mentre si concentrerà molto sulla “sicurezza inclusiva”. Barbara Henry è la co-direttrice per la Sant'Anna della laurea e dice: «Affronteremo il tema della sicurezza tenendo conto degli aspetti sociologici, culturali ma terremo lezioni anche sulla sicurezza ambientale e dell'alimentazione». Il tema dunque della sicurezza verrà affrontato a 360 gradi e a beneficiarne saranno per ora 25 studenti.
Si tratta di una laurea biennale che parte da Pisa e si concluderà a Trento. Un corso innovativo nei metodi, professionalizzante negli esiti, con lezioni soltanto in lingua inglese per 25 giovani già in possesso di una laurea di primo livello. La laurea è promossa dall'Istituto Dirpolis (Diritto, Politica, Sviluppo) della Scuola Superiore Sant'Anna con la Scuola di Studi internazionali dell'Università di Trento ed è stata presentata durante una giornata di studi per riflettere sui rischi e sulle responsabilità del fare ricerca nelle zone di crisi e sulla figura dei “foreign fighters”, curata da Andrea de Guttry, direttore dell'Istituto Dirpolis della Sant'Anna. La didattica del primo anno fornisce una panoramica complessiva e multidisciplinare delle questioni legate alla sicurezza, che includa una conoscenza degli strumenti teorici affiancata all'analisi pratica delle sfide tecnologiche, sociali ed ambientali emergenti nel mondo delle relazioni internazionali. Gli insegnamenti del secondo anno approfondiscono in particolare cinque sfide principali al contesto internazionale contemporaneo con riferimenti alle implicazioni della sicurezza nelle relazioni internazionali, in ambito migratorio, energetico, ambientale e economico. Il secondo anno è inoltre strutturato in modo da consentire a un ampio numero di studenti di trascorrere un periodo di studio o di stage nelle numerose destinazioni disponibili per gli studenti. Nel complesso, la didattica si basa su un modello di apprendimento partecipato che prevede l'impiego di simulazioni e giochi di ruolo in modo da favorire la produzione scritta e orale degli studenti e di sviluppare le loro capacità decisionali. «Saranno ampie anche le possibilità di inserirsi nel settore privato - dice Marco Pertile, docente di diritto internazionale, co-direttore per l'Università di Trento - dalle compagnie multinazionali alle società che forniscono servizi di consulenza e alle organizzazioni non governative, media, banche e società energetiche».
Carlo Venturini
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