Il Tirreno

Pisa

tragedia a livorno per un senzatetto di pisa

Dimenticato nel parco muore a soli 48 anni

Dimenticato nel parco muore a soli 48 anni

LIVORNO. La gente del parco lo conosceva come il senzatetto con la stampella. Lui, che nella “vita precedente” aveva fatto il giardiniere, è morto tra le siepi, in mezzo a un parco. Uno dei più...

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. La gente del parco lo conosceva come il senzatetto con la stampella. Lui, che nella “vita precedente” aveva fatto il giardiniere, è morto tra le siepi, in mezzo a un parco. Uno dei più frequentati di Livorno, in pieno centro: Villa Maria, in via Calzabigi. È stato trovato morto, in avanzato stato di decomposizione, un senzatetto di origini algerine, residente a Pisa, ma a Livorno da un po’ di tempo. Aveva 48 anni, Hakim Akli, e viveva nel casottino del vano caldaia del parco, a due passi dalla biblioteca comunale della villa e sotto gli occhi delle decine di persone che ogni giorno attraversano l’area verde con passeggini, cani e libri. Una morte silenziosa: era forse una settimana che Hakim aveva perso la vita, ma di lui non si è accorto nessuno. Nemmeno coloro che erano abituati a vederlo nel parco, con la stampella in mano. Della sua assenza si è reso conto però un altro clochard. «Non lo vedevo ormai da giorni, siamo amici, e quindi sono andato a vedere che fine avesse fatto», ha detto il senzatetto alla polizia. Lo ha cercato e lo ha trovato proprio in quel vano caldaia che era diventata la dimora e il rifugio di Hakim. Ma ormai era senza vita, con il volto riverso a terra, tutto rannicchiato tra rifiuti, scatoloni, scartoffie e coperte.

L’allarme è scattato ieri pomeriggio intorno alle 14.30, quando il senzatetto ha chiamato il 113 della polizia. Ad arrivare sul posto una squadra della Digos, due volanti e poi una pattuglia del gruppo antiterrorismo Uopi. Ma soprattutto l’intervento è stato svolto dagli esperti della polizia scientifica, ai quali è toccato occuparsi dei rilievi in una situazione non facile. L’odore fortissimo aveva saturato l’aria del piccolo casotto, che si trova entrando nel parco da via Calzabigi sulla sinistra, invadendo anche parte della aiuola su cui si trova la piccola costruzione.

Il corpo non è stato toccato dagli agenti fino all’arrivo del medico legale, Damiano Marra, che si è occupato dell’esame esterno del cadavere. In base alle prime notizie trapelate, è emerso che l’algerino non aveva alcun segno di violenza. Le cause naturali sono dunque il motivo più probabile del decesso.

Una volta effettuata l’analisi del corpo, i poliziotti hanno perlustrato il casottino, alla ricerca dei documenti. E dalla tasca di una giacca è spuntata la carta di identità, che ha permesso l’identificazione della vittima. All’interno del rifugio, la polizia, oltre alle coperte e a un vecchio materasso mal concio, ha trovato una tenda verde usata come copertura della porta, una specie di tovaglia con motivi natalizi. Poi la stampella e anche diversi farmaci generici, in particolare antibiotici e antidolorifici.

Lara Loreti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa