Ateneo, caccia ai voti nel campo degli avversari
La sfida per il Rettorato è aperta. Oggi alle 15 il dibattito organizzato dal Tirreno al Polo Carmignani con i quattro candidati in corsa per succedere ad Augello
PISA. «Se pensate che Medicina sia l'ago della bilancia, allora state tranquilli - confida uno dei primari di Cisanello - I piatti per ora sono in perfetto equilibrio o quasi». Che nel resto dell'ateneo la corsa alla successione di Massimo Augello sia balcanizzata da una caccia elettorale difficile da decifrare è chiaro da tempo. Quasi tutti i bookmakers d'ateneo ormai lo danno per certo: nessuno dei quattro candidati in corsa riuscirà a trovare una netta affermazione nel primo e nel secondo turno delle elezioni per il nuovo rettore dell’Università di Pisa. O quantomeno non abbastanza da evitarsi il ballottaggio.
La sfida è aperta. Polarizzata, ma aperta. Per questo il confronto organizzato dal Tirreno e in programma oggi al Polo Carmignani (piazza Cavalieri 6, ore 15) sarà un test importante anche per “misurare” i quattro sfidanti, per conoscere le loro ricette utili a trovare fondi da destinare a ricerca e didattica in un'epoca di magri trasferimenti statali, i loro progetti per ridurre i fuoricorso, per aumentare il numero di studenti che trovano lavoro dopo la laurea, per avvicinare l'ateneo al mondo delle imprese, ma anche per capire se decideranno di allearsi e con chi dopo il primo turno fissato dal 6 al 9 giugno. L'appuntamento è alle 15, un incontro aperto non solo a studenti, prof, ricercatori e personale tecnico, ma a tutti i lettori interessati al futuro della cittadella degli studi. Del resto sono stati gli stessi dibattiti fra gli sfidanti andati in scena fino ad oggi a confermare quest'impressione. Da una parte c'è una candidatura in continuità, quella di Paolo Mancarella, 56enne, fino a pochi mesi fa prorettore alla didattica nella squadra del rettore uscente. Il prof di Informatica rifugge l'etichetta di “erede” ma non ha mai fatto mistero di “non voler certo azzerare tutto” dell'esperienza di governo a cui ha partecipato negli ultimi anni. Dall'altra, invece, ci sono tre competitor pronti all'inversione di rotta. Il grecista Mauro Tulli, l'ingegnere nucleare Donato Aquaro e l'ingegnere elettronico Giuseppe Iannaccone, almeno su un punto dei loro programmi si sono già alleati: vogliono cambiare l'Unipi.
Ognuno cercherà di rastrellare consensi e stringere patti nel campo dell'altro. Sarà una necessità, almeno per il primo turno fissato dal 6 al 9 giugno. Mancarella gode già di un consenso ampio nell'area di governo dell'ateneo. Ne ha dato una dimostrazione con la presentazione delle firme per la sua candidatura nei giorni scorsi: fra i supporter ci sono molti direttori e vicedirettori di dipartimento. Per gli avversari, la firma dell'establishment, per chi lo sostiene il segno di un riconoscimento all'esperienza e al lavoro fatto. Ma l'informatico dovrà vedersela con ossi duri. Uno è Mauro Tulli, 57 anni, direttore di Filologia, lettere e lingue. Con lui si sono schierati ufficialmente tutti gli umanisti, poi molti dei prof di scienze politiche e giurisprudenza, e qualche scienziato. Fra questi spiccano nomi come quello del dantista Marco Santagata, di Alfonso Iacono, storici come Roberto Bizzocchi e Alberto Banti o il filosofo Bruno Centrone. Ma anche in altre aree, la sua dialettica pacata e flemmatica starebbe convincendo molti. Chiaro il suo messaggio: fermare quello che considera un “declino” pericoloso per una delle università più prestigiose d'Italia.
Come è chiaro quello di Giuseppe Iannaccone, 47 anni, il più giovane in corsa. Partito come un outsider ad ottobre, grazie a un programma giocato su ricerca e innovazione e la suggestione di poter far diventare Pisa come Cambridge, piano piano ha conquistato supporter. Anche se da febbraio è costretto a battagliare su due fronti: quello esterno e quello interno ad Ingegneria, dove è uscito allo scoperto un secondo candidato. Donato Aquaro, 64 anni, alla guida di Ingegneria civile e industriale, ha già compattato tutto il dipartimento e potrebbe strappare qualche voto negli altri. Senza contare che Mancarella e Iannaccone proveranno a insidiare l'uno il campo dell'altro. Dunque la caccia è anche fuori: ad agraria e veterinaria, oppure a Medicina appunto. E non è scontata. «La cura Augello per sterilizzare il nostro voto non ha fatto breccia dappertutto», confida ancora il medico. Così a Cisanello l'area del dissenso cresciuto in questi anni intorno al rettore uscente definisce la nomina, a fine marzo, dei nuovi super primari alla guida dei dipartimenti dell'ospedale, fra i quali proprio alcuni dei sostenitori di Mancarella. Senza contare che per ora non si sono ancora espressi gli studenti. Insomma, la battaglia è appena cominciata.
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