Sicurezza
Via dai nostri giardini i bivacchi di Canapisa: quartiere in rivolta
Appello al prefetto Visconti e al sindaco Filippeschi «Spostate la festa finale a Ospedaletto o in via di Pratale»
PISA. «La festa finale di Canapisa va spostata ad Ospedaletto o in via di Pratale al parcheggio scambiatore».
Lo chiedono i residenti di via delle Trincere, via Canavari, via D'Achiardi, via Mancini e via Donadoni stanchi del ripetersi di condotte penalmente perseguibili dai manifestanti di Canapisa.
La motivazione di queste proteste è che i bambini dei residenti vorrebbero uscire a giocare nel loro quartiere ma sono privati di tale diritto perché anche nell'area verde di via Canavari rimangono siringhe, preservativi usati, feci, abiti, lattine e bottiglie, e così nel giardino Solarino. Le due aree citate sono infine usate come zona di bivacco da parte di alcuni partecipanti fino al pomeriggio della domenica.
Ed allora i residenti che fanno? Chiamano continuamente i vigili e le forze dell'ordine «ma non hanno facoltà di intervenire».
Come nelle edizioni passate, Canapisa dopo essere transitata dalla città e dai lungarni, giunge intorno alle 18 nella zone delle strade citate, e qui, la "festa" permane fino alla mattina dopo. Alcune vie riservate al parcheggio dei residenti e pertanto non a pagamento, sono prese d'assalto per il parcheggio delle auto dei manifestanti provenienti dalle altre citta.
«I manifestanti vi lasciano auto già piene di alcolici e di "provviste" per "rifocillarsi e ricaricarsi" e bivaccare al rave, perché in questo si trasforma la "festa"», sbottano i residenti. La festa diventa un rave di fatto autorizzato alle porte delle mura della città.
«Noi abitanti della zona, siamo privati di fatto della libertà di movimento, letteralmente "murati in casa"dalle 18 a notte inoltrata (ben oltre le 24) a presidiare che nessuno valichi i cancelli dei giardini privati per adempiere ai propri bisogni, a limitare i lanci di bottiglie o di altri oggetti di dubbia provenienza sulle macchine dei residenti, né che le stesse siano utilizzate come latrine o per l'assunzione di sostanze stupefacenti».
E poi il danno acustico. «Noi abitanti dei palazzi di via delle Trincere, di via Canavari, di via Donadoni e di via D'Achiardi subiamo un danno acustico abnorme, costretti a tollerare un rumore inconcepibile all'interno del centro abitato ed è impossibile rientrare in casa senza incappare in scene di ordinaria follia davanti a casa».
La pulizia delle strade prevista dal Comune avviene lungo il percorso del corteo e non nelle vie laterali e nell'area verde di via Canavari e nei giardini Solarino «e quindi rimangono per settimane: siringhe, preservativi usati, feci, abiti, lattine, bottiglie ed altro», dichiarano i residenti.
Per tutti questi motivi, i residenti chiedono una risposta ufficiale dal sindaco Marco Filippeschi e dal prefetto Attilio Visconti.
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