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Pisa

Banca di Pisa e Fornacette, utile in frenata

Quest’anno si ferma a 2,67 milioni di euro. Sul risultato pesa l’accantonamento per il Fondo di risoluzione

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PISA. Due milioni e 670mila euro.

È l’utile netto d’esercizio 2015 della Banca di Pisa e Fornacette, in discesa rispetto all’anno precedente quando fu di tre milioni e 450mila euro.

«Il risultato - è stato detto all’assemblea dei soci che ha approvato il bilancio - risente dell’accantonamento non previsto e non prevedibile, pari a 1,7 milioni di euro al Fondo unico di risoluzione delle crisi bancarie, imposto dagli organi regolatori sul finire dell’anno passato per il salvataggio di quattro istituti in difficoltà».

Il margine d’interesse si è attestato intorno ai 28 milioni di euro, «sostanzialmente in linea con quello dell’anno precedente nonostante una dinamica dei tassi di interesse in progressiva riduzione».

A fine 2015 il margine di intermediazione ha raggiunto i 53,2 milioni di euro, valore riconducibile a un aumento consistente delle commissioni nette passate da 8,2 milioni del 2014 a 10 del 2015 e al contributo degli utili sulle attività finanziarie condotte dalla banca superiore ai 15 milioni di euro.

Il valore delle azioni è di 69,65 euro come nell’esercizio 2014; ai soci va una remunerazione complessiva - a titolo di dividendo - pari all’1% lordo «che - è stato sottolineato in sede d’assemblea - paragonato alla dinamica dei rendimenti del mercato finanziario, si pone come rendimento sicuramente apprezzabile».

«Nonostante una congiuntura negativa - ha spiegato il presidente Carlo Paoli - la Banca di Pisa e Fornacette, che ha un organico di 227 unità e una rete territoriale formata da 23 sportelli, ha proseguito un percorso di sviluppo, salvaguardando la stabilità e l’efficienza aziendale, senza mai perdere di vista la vocazione di banca locale».

Al 31 dicembre scorso la raccolta diretta totale dell’istituto ammontava a 2.340 milioni di euro rispetto ai 1.885 milioni di fine 2014, con un incremento totale prossimo al 24%.

La raccolta diretta proveniente da clientela ha raggiunto i 1.317 milioni di euro, mentre la raccolta da clientela complessiva, diretta ed indiretta, è passata dai 1.580 milioni di fine 2014 ai 1.605 milioni di fine 2015, con una crescita complessiva di 25 milioni di euro.

I crediti verso la clientela si sono attestati a 1.177 milioni di euro, rispetto a 1.139 milioni di fine 2014 con una dinamica in aumento del 3,3% rispetto all’anno precedente. «La modesta ripresa del ciclo economico non è riuscita a stimolare in misura sensibile la domanda di credito», hanno spiegato i vertici della Banca di Pisa e Fornacette.

È rimasta immutata l'attenzione alla qualità del credito - è stato detto in assemblea - e ciò ha contributo a ridurre l'incidenza del credito deteriorato sul totale impieghi passata dal 14% di fine 2014 al 13,5% di fine 2015, ciò anche a seguito delle consistenti rettifiche di valore effettuate.

Al 31 dicembre scorso il patrimonio netto ammonta a 146 milioni rispetto ai 141,5 del 2014 con un incremento annuo pari al 3,1%.

In aumento anche i coefficienti patrimoniali, che delineano la solidità della struttura aziendale e indicano i margini di sviluppo dell'attività: il CET1 a fine 2015 è risultato pari al 12,34%, contro il 12,12% dell'anno precedente, e il TCR è salito al 13,63% contro il 12,57% di fine 2014.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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