Sicurezza
Varela pazzesco il Pisa trionfa 3-0
Nerazzurri perfetti nella semifinale d’andata all’Arena il Pordenone travolto dalle prodezze dell’uruguaiano
PISA. Un Varela epico, un Pisa meraviglioso: tripletta dell'uruguaiano e i nerazzurri chiudono con un vantaggio cospicuo il primo round della semifinale. Ritorno domenica alle 16, al Bottecchia, il tre a zero sta addirittura stretto alla truppa di Gattuso.
Una magnifica coreografia accoglie le squadre al loro ingresso in campo; 4-3-3 il modulo del Pisa con Avogadri terzino sinistro e Tabanelli sulla stessa fascia ma da mezzala per alternarsi con Mannini nella spinta. 4-3-1-2 quello del Pordenone, con l'insidioso Berrettoni a galleggiare fra il centrocampo e le punte Strizzolo e Beltrame: proprio Berrettoni è autore del primo tiro dopo poco più di due minuti, un destro a incrociare da sinistra che termina di poco a lato.
Il Pisa però è in palla, i tre attaccanti si scambiano la posizione che è una bellezza e presto i difensori dei ramarri iniziano a perderne le tracce. Mannini quando attacca spacca il campo avversario: all'11', servito da NachoVarela, semina Martin sulla destra e chiude il triangolo mettendo in orizzontale il pallone in area dove lo stesso Varela arriva col passo della tigre spingendo in rete. I tifosi del Pordenone che fino a un attimo prima urlavano qualcosa che suonava come “Fi-ren-ze! Fi-ren-ze!” (causando qualche malumore nei settori vicini, ma in realtà era un orgoglioso “Pi-en-ne! Pi-en-ne!” cioè la sigla della loro provincia) sono ammutoliti, e non sanno ancora che non è un colpo isolato ma l'avvio dell'uno-due, perché due giri di lancetta più tardi Cani da posizione centrale serve ancora Varela verso la sinistra.
Il tempo di entrare in area, calcolare la traiettoria giusta e sparare il suo fendente, Tomei si tuffa ma non ci può arrivare ed è il 2-0. Tutto molto bello. Ancora lo scatenato uruguagio La risposta dei Ramarri porta due bei tiri di Mandorlini al 26’ e Beltrame al 33', fuori bersaglio. Dall'altra parte Martin, da poco ammonito, falcia Varela lanciato in contropiede: l'arbitro non fischia il fallo, se l'avesse fatto il Pordenone sarebbe rimasto in dieci. Tabanelli sfiora il 3-0 al 36': fallo di Pasa su Mannini ai 25 metri, bordata su punizione del numero 21 she scavalca la barriera e viene deviata in angolo da Tomei in tuffo.
Nella ripresa il Pordenone, ormai passato al 4-3-3, è chiamato a reagire. Ma già dopo un minuto rischia il tracollo: Cani ruba palla in attacco e arriva davanti a Tomei dalla destra, un difensore respinge, Tabanelli arriva tutto solo, il suo tiro si schianta sulla traversa! E' Tomei a tenere a galla i friulani: al 4' su punizione di Mannini dalla sinistra svetta Cani che devia verso l'angolino basso opposto, ma Tomei riesca a smanacciare in angolo. Dall'altra parte è ancora Berrettoni a provare il tiro dai 20 metri su suggerimento di Strizzolo, centrale. I friulani giocano con coraggio e non disdegnano le ruvidezze. Però il Pisa ha un predatore insaziabile: Ignacio Lores Varela, ovvero Nacho. All' 11' il generoso Cani trova un corridoio libero a sinistra per Daniele Mannini che rimette in mezzo dal lato corto dell'area, un difensorecerca di intercettare ma Varela è incontenibile, arriva sulla palla e la spedisce in rete per la sua tripletta personale.
Il Pisa controlla bene la partita, le sostituzioni corrispondono ad altrettante ovazioni per Cani, Varela e Mannini, per i neroverdi c'è sempre uno Strizzolo determinato: prima arriva quasi al tiro dopo una serie di belle finte, poi prova a tuffarsi in area e l'arbitro lo guarda malissimo. Ma non si può abbassare la guardia: nonostante il caldo afoso il Pordenone vuole provare sino in fondo a limitare i danni. Al 37' un bel cross da sinistra di Valente non trova la deviazione di Strizzolo e Berrettoni; ancora Berrettoni prova una girata volante al 40' alta ma bella.
E il Pisa gioca gli ultimi 4' più recupero in dieci perché Verna è ko (rientra solo per onor di firma). Il risultato non cambia, e al Bottecchia sarà dura per i friulani rimontare tre gol. Ma attenzione: il cipiglio con cui Tedino è andato a fine gara sotto la curva ospiti per incitarli e assicurarsi il loro sostegno per la remuntada fa capire che non sarà una gita di piacere.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
