Italia
FINALE IN VISTA, UN SUCCESSO TARGATO LUCCHESI
di MATTEO ANCONETANI Non solo emozioni ed esultanza. Ma anche tanti ricordi. Tantissimi. Già all’arrivo in zona stadio la mia mente volava nella storia, ai tempi in cui ero più piccolo. A nonno Romeo....
di MATTEO ANCONETANI
Non solo emozioni ed esultanza. Ma anche tanti ricordi. Tantissimi. Già all’arrivo in zona stadio la mia mente volava nella storia, ai tempi in cui ero più piccolo. A nonno Romeo.
Credo sia un mezzo miracolo se oggi siamo ad un passo dalla finale. Ripensando al 15 agosto, a quanti punti interrogativi, chiamiamole pure paure, si addensavano sul nostro amato Pisa. Un mezzo miracolo targato Fabrizio Lucchesi: in una situazione piena di difficoltà è riuscito a far arrivare la squadra fino a questo punto. Impensabile solo qualche mese fa. Il secondo artefice di tutto questo è sicuramente Gennaro Gattuso: quell’insieme di carica e sentimenti che è riuscito a suscitare nella squadra e nella tifoseria è incredibile. In città si è tornati a respirare aria di rossocrociato, dopo due anni un po’ così, durante i quali la passione degli sportivi è stata messa a dura prova.
Riguardo alla partita, bisogna dire subito che non c’è stata storia. Il Pisa è molto più forte del Pordenone e la gara è stata preparata alla grande. Anzi, tutti i playoff sono stati preparati alla grande. La condizione atletica dei giocatori, ora che siamo a fine stagione, con il caldo che comincia a farsi sentire, è spettacolare.
Lo staff di Gattuso ha programmato in modo intelligente questa fase decisiva. I giocatori sono nel pieno della forma, basti pensare alla prova di Di Tacchio, senza arrivare a scomodare Varela, semplicemente decisivo.
Ora andiamo a Pordenone per gestire nel modo più giusto questo largo vantaggio, anche se la testa non può non andare già alla finale. A questo nuovo appuntamento con la storia. Come avversario, tra Foggia e Lecce preferirei la seconda. Ma se saranno gli altri ad andare avanti, la squadra nerazzurra si farà comunque trovare pronta.
Intanto avverto sensazioni particolari, che mi toccano da vicino. Nel 1982 sono nato io ed è arrivata la promozione in A. Nel 1988 è nata mia sorella e vennero conquistate una promozione in A e una storica salvezza. Nel 2007 è nato mio nipote: promozione in B. Nel 2015 è nato mio figlio. Non aggiungo altro.
Non mi serviva questa partita per ricordare mio nonno Romeo, che è nei miei pensieri ventiquattr’ore su ventiquattro. Lui è inarrivabile, quello che ha fatto a Pisa è sui libri di storia. Indelebile. Ma devo dire che l’organizzazione che sta dando Fabrizio Lucchesi alla società è qualcosa che non si vedeva da quei tempi.
Non mi sono dimenticato certo della coreografia della curva: ha ribadito che meritiamo di stare su ben altri palcoscenici. Io ho un sogno: poter fare un giorno qualcosa di importante per questa piazza, legandovi di nuovo il cognome Anconetani. Pisa deve ritrovare il suo posto nel calcio che conta.
(l’autore è nipote del presidentissimo Romeo Anconetani)
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