Sicurezza
Truffa milionaria all’Inps il funzionario dal giudice
Fissato l’interrogatorio di garanzia per il dipendente agli arresti domiciliari Per la Procura prove schiaccianti, le indagini proseguono sul ruolo dei beneficiari
PISA. Faccia a faccia tra il giudice che ha firmato l’arresto e il funzionario dell’Inps ai domiciliari da lunedì mattina con l’accusa di peculato. L’interrogatorio di garanzia per Antonino Finocchiaro, 58 anni, residente a Pontasserchio, è stato fissato per lunedì davanti al Gip, Giuseppe Laghezza. Il funzionario, assistito dall’avvocato Carlo Porcaro D’Ambrosio, alla presenza del sostituto procuratore Giovanni Porpora, titolare dell’inchiesta affidata ai carabinieri del nucleo investigativo, avrà modo di chiarire le contestazioni che lo hanno portato agli arresti domiciliari. L’accusa nei suoi confronti è di aver architettato e messo in pratica un sistema di pagamenti in grado di far uscire dalle casse dell’istituto di previdenza sociale oltre un milione di euro. Di questa somma, secondo la Procura, almeno 800mila euro sono rientrati nelle disponibilità di Finocchiaro attraverso versamenti dei 32 beneficiari (indagati per concorso in peculato) delle indebite percezioni utilizzando il sistema PayPal.
Finocchiaro, attraverso il suo legale, in occasione dell’interrogatorio non solo potrà rispondere e spiegare le ragioni del suo comportamento, ma anche chiedere la revoca degli arresti domiciliari. Una richiesta che per la Procura dovrà essere preceduta da una forma di collaborazione.
Da quello che è stato ricostruito nel corso delle indagini i movimenti contabili sono tracciati sia in uscita dall’Inps verso i lavoratori che non avevano diritto a cassa integrazione e assegni familiari, sia nello storno a favore di Finocchiaro. Una tracciabilità anomala delle somme che per l’accusa ha pochi margini di difesa.
Sospeso dal servizio e indagato anche dalla Corte dei conti, al funzionario Inps sono state sequestrati anche tre immobili, un’auto, conti correnti e fondi di investimento. Quello che gli investigatori ancora non si sono spiegati è come sia stato possibile che per mesi Finocchiaro abbia potuto spostare centinaia di migliaia di euro con qualche clic al computer. E, per di più, usando la propria password in un azzardo che alla fine solo grazie al senso del dovere di un collega sospettoso si è tradotto in una segnalazione dei vertici Inps ai carabinieri.
Le indagini vanno avanti per approfondire ruoli e responsabilità di chi ha percepito con regolare continuità somme anche di 15mila euro, salvo poi dare indietro al funzionario dall’80 al 90 per cento degli importati incassati senza averne diritto.
Pietro Barghigiani
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