La manifestazione
«Sì al referendum, amministrative e area vasta: il Pd c’è»
Alessio Lari, segretario provinciale: «Avanti senza divisioni, non s’impone la linea da un blog». Oggi banchetti per le firme
PISA. Oggi i banchetti per il referendum, poi la volata finale per le amministrative e subito dopo una prima “resa dei conti” nel partito. Il tutto dentro il dibattito sempre più acceso su comune unico/area metropolitana pisana: sì o no?
Alessio Lari, segretario provinciale del Pd, oggi è in programma il Referendum Day: come partecipa Pisa?
«Abbiamo programmato su tutto il territorio circa 25 banchetti per la raccolta delle firme a sostegno del referendum. Diffonderemo materiale informativo che spiega perché riteniamo giusto votare sì. Nei prossimi mesi ci impegneremo attraverso i comitati che si costituiranno proprio da oggi perché da Pisa possa arrivare un contributo importante all’Italia di domani. Con il sì al referendum sarà un’Italia più veloce, moderna, europea e con meno costi della politica».
Prima però ci sarà la sfida delle amministrative...
«E noi puntiamo a vincere in tutti e quattro i Comuni che andranno al voto in provincia per portare avanti con forza i progetti che abbiamo sia sui singoli territori, dove le amministrazioni uscenti hanno lavorato bene, e più in generale sull’intero territorio pisano. Il ruolo dei sindaci è e resta fondamentale».
Tra i progetti comprende anche quella relativo alla costituzione del Comune Unico di area pisana?
«I sindaci e gli amministratori devono avere la capacità di pensare e progettare un territorio ampio, anche oltre i propri confini comunali. È indubbio che dobbiamo smettere di guardare solo al proprio orticello e che serve ragionare in termini di nuove e maggiori dimensioni ottimali. Questa è una chiave per garantire migliori servizi ai cittadini e maggiore peso politico nella Toscana di domani. Per questo non si può non ragionare in termini di area metropolitana costiera insieme a Lucca e Livorno. Una prospettiva in cui Pisa deve mettersi nelle condizioni di essere centrale e guidare il processo. Noi, per parte nostra, dobbiamo essere più bravi a raccontare quanti e quali vantaggi possano arrivare».
Qualche giorno fa l’ex segretario Francesco Nocchi e il consigliere regionale Antonio Mazzeo hanno avuto uno scambio di opinioni su Facebook. E’ sembrato che i renziani tendessero la mano a SinistraDem. E’ così?
«Vorrei non si facesse una questione di renziani e non renziani o di contrapposizione di correnti. Con il mio lavoro vorrei che il Pd fosse semplicemente una grande comunità di donne e di uomini. Abbiamo tanti amici e compagni che possono dare un contributo importante e il valore del Pd, per sua vocazione e sua storia, nasce proprio dalla valorizzazione delle tante competenze e storie che abbiamo al nostro interno. Questa è la base da cui vogliamo e dobbiamo ripartire, recuperando anche le energie di chi si è messo in “standby” e magari facendo capire a chi ha deciso di lasciarci che qui può continuare a trovare la sua casa».
Il suo è un appello all’unità del partito?
«Essere un grande partito democratico significa non avere un pensiero unico, non avere chi impone la linea da un blog. Significa discutere, confrontarsi e poi, certamente, decidere. E’ sempre stato così e ritengo giusto continui ad esserlo. Ora siamo attesi da due sfide fondamentali: le amministrative e il referendum. Su questo chiedo e sono sicuro che il partito saprà lavorare compatto e unito superando distinguo e frammentazioni. In estate organizzeremo una grande Festa dell’Unità provinciale che metta al centro proprio l’importanza, l’impegno e il protagonismo di tanti iscritti, di tanti militanti e di tante volontarie e volontari».
Francesco Loi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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