Il Tirreno

Pisa

Famiglia chiede risarcimento al Comune

Famiglia chiede risarcimento al Comune

Azione legale dei genitori di una bimba picchiata Contestato il mancato controllo nell’asilo

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PISA. Una richiesta danni per il ruolo di datore di lavoro che non ha controllato il comportamento dei propri dipendenti.

Nella vicenda delle tre maestre imputate per maltrattamenti con l'aggravante di aver commesso il fatto ai danni di minori e in loro presenza il Comune si trova su un duplice fronte. Da un lato annuncia la costituzione di parte civile per i danni di immagine provocati da una storia che ha fatto il giro d’Italia. Dall’altra è nel mirino di un avvocato di una famiglia, parte offesa nel procedimento, che sostiene, sentenze della Cassazione alla mano, la citazione in giudizio come responsabile civile di Palazzo Gambacorti per non aver saputo vigilare all’interno dell’asilo. Gabriele Marroni è il legale di una coppia che ha una bimba iscritto al nido comunale in cui si sono svolti i fatti, il professionista che ha scritto al Comune per formalizzare una richiesta danni ancora da quantificare. Una richiesta che, se ammessa nell’udienza del 21 luglio davanti al Gup per esaminare la richiesta di rinvio a giudizio delle tre educatrici, trascinerebbe l’ente nel processo come responsabile civile.

Dei venti bimbi iscritti all’epoca dei fatti al nido comunale, al momento solo i genitori di una piccola hanno deciso di chiamare in causa l’amministrazione contestandole presunte mancanze nei controlli all’interno della struttura scolastica. Se di quei fatti si è accorta un’ausiliaria della mensa, come è possibile che le altre maestre del nido non si fossero rese conto del clima di terrore che andava avanti da mesi? È il quesito su cui si fonda la richiesta danni presentata al Comune. I filmati girati dal 30 novembre al 13 gennaio grazie alle telecamere installate dagli investigatori hanno dato sostanza alle dichiarazioni verbalizzate dall'addetta alle cucine. A tutte e tre le imputate - Sonia Ori di Pisa, Marcella Ricci di Agnano e Donatella Castiglioni di Cascina - la Procura contesta il maltrattamento di bimbi al di sotto dei tre anni «affidati per ragioni di educazione, istruzione, cura, vigilanza e custodia, ponendo in essere nei loro confronti, unitamente ed in condivisione con le colleghe, abituali atti di vessazione fisica e morale ed instaurando un regime basato sulla violenza fisica, l'aggressività verbale, la punizione corporale, l'umiliazione, la mortificazione, l'isolamento dal gruppo ed il ricorso a sistematiche minacce ed offese, metodi idonei a determinare sofferenze fisiche e morali in tutti i minori».

Tra tutti e venti i bimbi uno un particolare era diventato il bersaglio delle maestre, di Ori e Ricci in particolare. «Lo maltrattava percuotendolo in più occasioni, anche nella stessa giornata, con ripetuti schiaffi alla testa, al volto con sculacciate, strattonamenti e sollevamenti da terra per un braccio, imboccandolo energicamente e forzandolo a mangiare fino a provocarne il pianto. minacciandolo ed offendendolo, spesso rivolgendosi o riferendosi a lui, alla presenza degli altri bambini con espressioni volgari ed ingiuriose del tipo: “rincoglionito, rompe il cazzo, duro come il muro, il rompimento di scatole, oggi gli faccio del male, ti metto fuori al freddo, sciocco stai zitto, levati di torno, vai a piangere in bagno, con te non ci parlo” nonché discriminandolo dagli altri bambini. Spesso conducendolo in bagno per farlo rimanere a piangere da solo o lasciandolo in disparte, isolato dal gruppo o ancora contenendolo o costringendolo a rimanere seduto forzatamente ed in un'occasione distribuiva della frutta agli altri bambini ad eccezione di lui, a cui diceva: a te non te la do».

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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