Il Tirreno

Pisa

Canapisa si farà, c’è l’ok dal vertice in Prefettura

di Mario Neri
Canapisa si farà, c’è l’ok dal vertice in Prefettura

Corteo autorizzato anche senza polizza chiesta dal Comune Il comitato: «La libertà di manifestare va limitata se incivile»

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PISA. Doveva funzionare quasi come un deterrente, fare da strategia dissuasiva e convincere i canapa friendly a gettare la spugna e rinunciare alla sedicesima edizione della manifestazione antiproibizionista più partecipata d’Italia. Niente. A disinnescare la mina burocratica piazzata sul cammino di Canapisa dal Comune questa volta sono stati direttamente i tutori dell’ordine pubblico.

Il canapa pride che ogni anno riempie di 3mila persone le strade di Pisa si farà. Andrà in scena, come da programma, sabato prossimo, 28 maggio, anche se gli organizzatori non avranno stipulato la polizza chiesta da Palazzo Gambacorti contro eventuali danni all’area verde in cui si concluderà il corteo. Il via libera è arrivato giovedì dal comitato per l’ordine e la sicurezza riunito in prefettura. Ha prevalso, come chiedevano gli antiproibizionisti, la libertà di manifestare garantita dalla Costituzione. «I motivi per cui si possa negare una manifestazione sono precisi - dice il questore Alberto Francini - Ad esempio la presenza di armi. Ma quello di Canapisa non è il caso. Inoltre l’anno scorso la parata si è svolta senza danni o particolari problemi». Nei giorni scorsi la riuscita del corteo era stata messa in dubbio proprio dalla richiesta di Palazzo Gambacorti. La direzione Ambiente pretendeva che i promotori di Canapisa offrissero una fidejussione da5 mila euro a garanzia del parco a ridosso del carcere in cui si raduneranno i manifestanti a fine giornata.

«È un precedente gravissimo - aveva detto il portavoce degli antiproibizionisti Alberto Mari - Un tentativo per limitare la libertà di manifestazione del pensiero. Noi non pagheremo e scenderemo in piazza». «In modo subdolo ci negano un diritto costituzionale», si è sollevata la galassia canapa-friendly, un universo di sigle che va dagli antagonisti fino ai movimenti dei malati cronici che da tempo chiedono una legge nazionale che consenta la coltivazione e il consumo di marijuana per scopi terapeutici.

«La fidjussione non è un problema del comitato - dice il questore - è una questione amministrativa da risolvere col Comune». Nel vertice era stata valutata anche l’ipotesi di allungare il percorso fino al parcheggio scambiatore di via Paparelli, ma è stata scartata sia da manifestanti che da forze dell’ordine. Si allungherebbero i tempi e la città rischierebbe di rimanere a corto di pattuglie troppo a lungo. Martedì in questura si svolgerà un nuovo incontro con gli organizzatori e mercoledì il tavolo tecnico. «Dobbiamo ancora ricevere garanzie sul rispetto di alcune prescrizioni, ma presumiamo non ci siano particolari ostacoli», dice Francini. Sul piede di guerra invece il comitato dei residenti di Mezzogiorno: «Vanno osservati i doveri insieme ai diritti - scrive in un comunicato - Non si può invocare la libertà costituzionale senza un bilanciamento con regole e diritti altrui. Per manifestare meglio il proprio pensiero si ritiene si possanno imbrattare muri o orinare o defecare nei giardini provati? Perché sì, è questo quello che succede quando arriva Canapisa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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