Gioco
Banditi armati di pistola rapinano la Caripisa
Colpo nella filiale a pochi metri dal Pisa Point: bottino di decine di migliaia di euro Erano in due con accento campano. La fuga su un’auto rubata la mattina
PISA. Sono entrati nella filiale intorno alle 16,30 e senza tradire nervosismi da dilettanti hanno chiarito la ragione della loro presenza: «Tutti fermi, è una rapina». Un concetto sottolineato con una pistola puntata ad altezza d’uomo che ha convinto gli impiegati della ex Cassa di Risparmio di Pisa, ora Banco Popolare filiale di via Bianchi, a eseguire gli ordini dei due banditi.
Volti occultati da passamontagna, uno dei due, entrambi con accento campano, aveva una pistola. È lui che ha tenuto a bada i dipendenti mentre il compare ha arraffato i soldi disponibili nelle casse. Un bottino che a fine giornata l’istituto di credito doveva ancora quantificare con esattezza, ma che si aggira nell’ordine di alcune decine di migliaia di euro. Preso il denaro e messo al sicuro in un sacchetto, i due rapinatori, tenendo sempre gli impiegati sotto il tiro dell’arma sono usciti per fuggire a bordo di una Y10 di cui il personale è riuscito a prendere il numero di targa. L’auto era rubata e il proprietario ne aveva denunciato il furto la mattina al commissariato di Viareggio. Una rapina lampo, senza uso di violenza, quella che si è consumata a poche decine di metri dal Pisa Point. C’è chi si è accorto del movimento innescato dalla fuga dei banditi e poco alla volta il passaparola in città si è diffuso con la velocità che accompagna le brutte notizie.
Mentre i tifosi erano in fila per acquistare i biglietti per la gara di domenica all’Arena Garibaldi contro il Pordenone, due rapinatori erano impegnati in un colpo che ha fruttato un bottino di rilievo. Sul posto polizia e carabinieri per i rilievi a cura della scientifica e l’acquisizione delle immagini riprese dalle telecamere a circuito chiuso. Un’indagine che inizia con pochi elementi a parte il filmato della rapina a mano armata. Non si sa se la pistola fosse autentica o giocattolo. Di sicuro gli impiegati hanno riferito agli investigatori che non aveva il tappino rosso all’estremità della canna. Nella cronologia delle rapine di una certa consistenza, il raid più sostanzioso a Pisa e dintorni risale al gennaio scorso e ha diverse similitudini con quello di ieri: sempre in due, italiani, allo stesso orario di venerdì e come bersaglio il medesimo gruppo bancario sulla via Calcesana a Ghezzano. In quel caso gli autori arraffarono 110.000 euro presentandosi in banca armati di coltello.
Un’intrusione un po’ particolare. Entrarono rompendo il vetro di una finestra che si trova sul retro dell'edificio. In pochi attimi si portarono nell'area degli sportelli arrivando proprio nel momento in cui alcuni dipendenti stavano riempiendo il bancomat in vista del weekend.
Pietro Barghigiani
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