Il Tirreno

Pisa

Apparecchio salva-vita anche a Palazzo Blu

di Renata Viola
Apparecchio salva-vita anche a Palazzo Blu

Un defibrillatore è stato donato dalla Fondazione Arpa e da Cecchini Cuore in memoria dell’editore Luciano Lischi. Presenti i figli Sandra, Michele e Lucia

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PISA. Un defibrillatore di ultima generazione, con teca rotante per un facile utilizzo anche per i cittadini con ridotta mobilità, si trova da pochi giorni nell'atrio di Palazzo Blu. A donarlo la Fondazione Arpa e Cecchini Cuore, che hanno voluto rendere omaggio al professor Luciano Lischi. La cerimonia di consegna si è svolta alla presenza del presidente della fondazione Palazzo Blu, Cosimo Bracci Torsi, del professor Franco Mosca, presidente Arpa, del dottor Maurizio Cecchini promotore dell'omonima onlus, e dei figli del professor Lischi , Sandra, Lucia e Michele. Il professor Mosca ha ricordato la figura e la generosità dell'illustre editore pisano, scomparso nel 2010.

Sono circa trecento i defibrillatori già presenti in città, tra cui aeroporto e stazione ferroviaria. Negli ultimi anni ne sono stati utilizzati undici con otto persone sopravvissute. Una percentuale di oltre il 72%, che riconosce alla città della Torre uno dei più alti livelli di sopravvivenza. Ma ci sono ancora zone a forte aggregazione che ne sono sprovviste. «Servono in corso Italia, nei pressi del Comune, al Palazzo dei Congressi e al palazzetto dello Sport - ha detto Cecchini -. Trovare persone generose, magari sensibilizzate dalla perdita di un familiare, non è difficile . Spesso non sanno che con una spesa esigua, poco più di 1.000 euro, l'iva detraibile dalle tasse, si possono salvare vite. E poi c'è un problema culturale, i nostri medici non sempre sanno usare il defibrillatore, non meravigliamoci della morte assurda del calciatore Morosini».

La cronaca ci rimanda sempre più spesso episodi di morte improvvisa, molti riguardano giovani al di sotto di 18 anni. Negli ultimi sei anni sono stati 593 i ragazzi deceduti in questo modo, spesso sui campi da gioco e senza alcun segnale premonitore. «Molti di loro- spiega Cecchini - avrebbero potuto salvarsi perché spesso l'arresto cardiaco era dovuto a motivi banali».

Per far funzionare un defibrillatore quello di Palazzo Blu non occorre essere medici, basta seguire la procedura guidata che illustra il posizionamento degli elettrodi, dà indicazioni sul massaggio cardiaco e sul pulsante della (eventuale) scarica. Il comando continua fino al corretto espletamento della manovra. Commercializzata da Rcp Planet, la macchina ha costi di manutenzione minimi, ma un grande valore etico: ad ogni paziente salvato grazie al Dae la ditta regala un defibrillatore che può essere a sua volta oggetto di una donazione a una scuola o ad altra comunità.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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