Finanza
«Le bancarelle devono tornare al Duomo»
Noi Adesso Pisa: «Almeno fino a metà settembre. E se la giunta non risponde faremo un esposto alla Corte dei Conti»
PISA. «Faremo ricorso alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti». Lo annunciano Maurizio Nerini e Diego Petrucci della lista Noi Adesso Pisa. Il tutto per dare una spallata «all’inerzia - dicono - in cui giace il cantiere» di rifacimento della facciata del Museo delle Sinopie, cantiere che ha sfrattato le oltre 40 bancarelle da Piazza dei Miracoli spostate in piazza Manin. «Il cantiere doveva chiudersi in 365 giorni, mentre siamo ormai a 1.000 giorni di ritardi e ben quattro proroghe», dice Nerini.
Siccome i lavori non sono finiti, Noi Adesso Pisa propone di mettere quasi tutte le bancarelle, con strutture rimovibili, lungo il muro che va dalla porta di piazza Manin all’inizio del cantiere vero e proprio, e cioè all’ingresso del Museo delle Sinopie. «Pur di cacciare i bancarellai - interviene Petrucci - hanno illegittimamente ingabbiato con transenne oltre 100 metri di marciapiede e muro del Santa Chiara, marciapiede e muro che non vengono minimamente coinvolti nel cantiere vero e proprio». La lista civica fa la proposta di spostare le bancarelle proprio a ridosso del muro fino al 16 settembre. «Se non avremo una risposta nel prossimo consiglio comunale - continua Petrucci - ciò significa che non c’è più spazio per la ragionevolezza e quindi adiremo le competenti autorità giudiziarie».
La lista farà ricorso alla Corte dei Conti «perché il cantiere sta occupando suolo pubblico senza pagare il relativo onere e questo mancato pagamento non ha portato nelle casse comunali 2 milioni di euro». Per Petrucci ciò è possibile perché «il Comune ha approvato in fretta e furia una clausola dove si esonerano gli enti istituzionali dal pagamento dell’occupazione del suolo pubblico». In parallelo alla Corte dei Conti, la lista Noi Adesso Pisa farà un esposto alla Procura della Repubblica per «l’illegittimità dell’aver esteso le transenne del cantiere anche là dove non sono previsti interventi». Petrucci fa inoltre presente che oltre 30 collaboratori dei bancarellai sono stati licenziati e che quando le bancarelle erano in Piazza dei Miracoli incassavano in un giorno quanto ora incassano in un mese in Piazza Manin. «I lavoratori sono tutti uguali ed il lavoro è sacro per tutti - dice Nerini - e quindi io andrò a sostenere la causa degli operai della Colombo di Ospedaletto, ma anche i bancarellai devono essere tutelati». Infatti, mentre Nerini sarà alla Colombo, Petrucci starà con i commercianti in piazza Manin «per dare continuità e coerenza nella lotta alla disoccupazione e ai licenziamenti».
«Ma c’è una sostanziale differenza tra chi perde il lavoro per questioni di mercato privato e chi, come i bancarellai, si vede falciare gli incassi dalla mano pubblica», precisa Petrucci. I commercianti inoltre fanno notare che non c’è nessuno a lavorare sul cantiere delle Sinopie. «Ma non era un lavoro urgente? Non c’era il pericolo di crollo?», si scaldano alcuni. Petrucci risponde: «Non hanno alcuna fretta visto che non pagano il suolo pubblico». Oltre le transenne e le griglie del cantiere stanno spuntando ciuffi di erba e c’è già un po’ di spazzatura che si sta accumulando. «Chi deve pulire?», chiedono i commercianti. «La proposta che facciamo al Comune - ribadisce Petrucci - è che le gabbie che vanno dal Museo delle Sinopie alla porta di piazza Manin vengano rimosse e sia così consentito ai bancarellai, a buona parte di costoro, di riappropriarsi di Piazza dei Miracoli. Se non avremo una risposta “saggia” da parte dell’amministrazione comunale, andremo avanti con l’autorità giudiziaria».
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