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Pisa

Sconcerto e impegno a garantire maggiore sicurezza al sistema

Sconcerto e impegno a garantire maggiore sicurezza al sistema

PISA. Uno schiaffo alle aziende in crisi, un altro ai lavoratori in difficoltà. La “truffa della cassa integrazione” colpisce al cuore il sistema di aiuti che supporta le migliaia di lavoratori...

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PISA. Uno schiaffo alle aziende in crisi, un altro ai lavoratori in difficoltà. La “truffa della cassa integrazione” colpisce al cuore il sistema di aiuti che supporta le migliaia di lavoratori momentaneamente fermi o che vedono ridursi le giornate lavorative, tagliarsi il monte ore e dimezzarsi i salari e infierisce un duro colpo al meccanismo di sostegno alla miriade di imprenditori che negli ammortizzatori sociali cercano un appiglio per traghettare le proprie aziende fuori dalla crisi. Sacrifici, da una parte e dell'altra, vanificati da chi nel tempo ha costruito un sistema per sottrarre ossigeno ad una struttura già in affanno, che a stento riesce ad evadere una richiesta sempre maggiore di aiuto. «Bisogna fare piena luce su quello che è accaduto e chi ha sbagliato deve pagare» è il coro unanime dei sindacati, da tempo impegnati anche in una battaglia con il governo per l'attribuzione di nuove risorse per gli ammortizzatori sociali. «Siamo sconcertati - esordisce Gianfranco Francese, segretario generale della Cgil di Pisa -. Occorre fare subito chiarezza perché oltre all'atto criminoso, i responsabili sono intervenuti sulle situazioni di maggiore disagio delle persone in difficoltà». Le indagini del nucleo investigativo dei carabinieri che hanno portato all'arresto di Antonino Finocchiaro saranno probabilmente anche alla base di una possibile revisione del meccanismo di erogazione degli aiuti economici ai lavoratori. «Bisogna capire quali sono state le dinamiche che hanno portato a questo sistema - prosegue Francese -, ma probabilmente bisogna aprire una riflessione sui meccanismi di erogazione e di controllo, senza determinare ulteriori allungamenti dei tempi per la concessione della cassa integrazione. Ci sono tante domande che attendono risposte - conclude il segretario della Cgil -, ma parallelamente bisogna lavorare per mettere in sicurezza il sistema ed evitare il ripetersi di questi abusi». Dello stesso avviso è Gianluca Federici, leader della Cisl pisana: «Sicuramente il sistema ha fatto acqua ed è probabile che i controlli siamo scattati quando era ormai troppo tardi - sottolinea -. Bisogna appurare le responsabilità e colpire chi ha commesso questi reati, perché quelli sottratti sono soldi della collettività». Più cauto invece Angelo Colombo, sub-commissario della Uil Toscana Costa: «Si tratta di un funzionario infedele che ha compiuto determinate azioni sulle quali occorre fare chiarezza - sottolinea -. Bisogna perseguire chiunque si rende responsabile di queste situazioni, facendo loro restituire i soldi sottratti».

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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