«Nessun strano flusso di denaro in banca» Parla uno degli indagati
È un commerciante di Cascina uno dei 32 accusati di aver ricevuto illecitamente i soldi dell’istituto di previdenza
CASCINA. «Siamo rimasti sorpresi quando abbiamo visto arrivare i carabinieri, dovevano perquisire la nostra casa. Poi, leggendo gli atti, ci siamo resi conto che c’era il nome del dipendente dell’Inps e abbiamo capito che poteva essere tutto legato alla cassa integrazione. Mia moglie per un certo periodo non ha lavorato in quanto il suo datore di lavoro aveva chiesto la cassa integrazione garantita. Ma noi siamo tranquilli, flussi di denaro sui nostri conti correnti non ci sono».
A parlare è uno dei trentadue indagati per il reato di concorso in peculato. Reato contestato al dipendente dell’Inps Antonino Finocchiario, arrestato dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Pisa che hanno indagato sull’erogazione illecita di oltre un milione di euro per ammortizzatori sociali come la cassa integrazione e per assegni familiari destinati a lavoratori o piccoli imprenditori che non avevano il diritto di incassarli. Il commerciante cascinese finito nel lungo elenco degli indagati, si dice sicuro di poter chiarire al più presto la vicenda. «Sono in quell’elenco in quanto ho un conto corrente cointestato con mia moglie che ha percepito la cassa integrazione per un periodo limitato. Il nostro avvocato ci ha consigliato di non aggiungere altro almeno fino a quando non sarà chiarita la nostra vicenda».
La maggior parte dei 32 indagati, che risultano aver messo a disposizione carte di credito collegate a conti correnti a loro intestati ma che spesso non hanno gestito, abitano a Cascina, oltre che a Pisa, San Giuliano Terme, Livorno e Peccioli. Un decreto di perquisizione domiciliare i carabinieri, a quanto si è appreso, lo hanno eseguito anche in provincia di Lucca, nella zona di Castelvecchio di Compito. Non tutti, a quanto emerge, hanno avuto la stessa posizione. Si ipotizza che tra alcuni degli indagati, sulla base anche dei riscontri effettuati dall’Inps che ha denunciato le anomalie ai carabinieri, fossero a conoscenza dell’organizzazione finalizzata a gestire in maniera illecita il denaro degli ammortizzatori sociali.
È anche possibile dunque che presto la posizione di alcuni degli indagati, che l’Inps ha segnalato per erogazioni ritenute sospette, venga stralciata. Dipenderà dall’esito dei controlli che sono ancora in corso per prendere in esame anche la documentazione acquisita in alcune perquisizioni domiciliari. I casi dove c’è stata un’unica erogazione e per somme limitate saranno quelli più semplici da definire. Ben diversa appare la posizione di un piccolo imprenditore edile, originario della Sicilia e residente nel comune di Cascina, il quale avrebbe percepito in maniera illecita somme considerate spropositate, di alcune decine di migliaia di euro, con il sistema delle carte di credito prepagate usate per i versamenti dei soldi percepiti in maniera illecita.
L’inchiesta potrebbe dunque avere ulteriori sviluppi dopo l’arresto del funzionario Inps al quale sono stati sequestrati beni (due case ma anche gioielli oltre a soldi) per un valore di oltre 600mila euro sia in provincia di Pisa che in quella di Reggio Emilia.
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