Attenzione
Sds, il nuovo direttore è Campani «Non sarò l’uomo dei tagli lineari»
41 anni, è un docente della Bocconi ed ex dirigente dell’azienda Usl di Lucca il successore di Cecchi Punterà sulle nuove tecnologie per migliorare i servizi sociali. Capuzzi: «Tagli inferiori alle attese»
PISA. Il primo impatto sarà duro, del resto questo è l’anno dei tagli meno attesi. Non è ancora chiaro a quanto dovrà rinunciare il welfare state di Pisa e dei Comuni dell’area, ma «saranno tagli inferiori al milione annunciato a inizio anno, i Comuni stanno rispondendo al nostro appello», dice la presidente e assessore al sociale di Palazzo Gambacorti, Sandra Capuzzi. Quel che è certo è che lui ha già una ricetta e «non sarà quella dei tagli lineari», assicura. Lui è Alessandro Campani. Quarantuno anni, originario di Barga, e finora dirigente responsabile della gestione e dell’organizzazione della Asl di Lucca, da ieri è il nuovo direttore della Società della Salute.
Il suo nome, ufficializzato dalla Regione un paio di settimane fa, è stato quello indicato al governatore Enrico Rossi dai nove Comuni della zona pisana dopo una selezione fra 27 candidature. Una nomina che sembra molto più una scelta manageriale che politica quella del successore di Giuseppe Cecchi. Giovane, per «12 anni precario della pubblica amministrazione» a Lucca, torna nella città in cui ha passato «la parte più importante della vita» per guidare uno dei settori fondamentali per i cittadini. A Pisa, Campani si è laureato (in economia) e poi specializzato al Sant’Anna. Da qui è partita la sua carriera, che da qualche tempo si divide fra la Toscana e Milano, dove insegna alla Cattolica e alla Bocconi. «Sostenibilità e qualità dei servizi», dice, saranno «la mie stelle polari». La Società della Salute gestisce gli aiuti a 3mila disabili, anziani, minori, malati cronici ed è il principale attore nella lotta alla marginalità e al disagio. Ma uno dei suoi pallini per far funzionare meglio la macchina dei servizi sociali e dell’assistenza sanitaria di base sarà «l’innovazione tecnologica». «È ancora presto per raccontare con precisione i miei progetti, ma credo sia fondamentale informatizzare i processi, ad esempio per ridurre i tempi di attesa dei cittadini». Ma non pensiate che sia l’uomo dei tagli lineari. «Non c’è nulla di peggio. Oggi dobbiamo saper rispondere ai bisogni crescenti dei cittadini. Sul territorio, dopo la riforma del sistema sanitario regionale, la Sds diventerà un punto di riferimento fondamentale. Per questo faremo una valutazione attenta del bisogni e cercheremo di capire se le risorse possono essere collocate in modo più appropriato». Campani non ha in mente di rottamare il passato, anzi nel suo mandato (durerà 10 anni con uno stipendio annuo da 99mila euro lordi) sarà «una sfida poter continuare l’opera di Cecchi», dice.
Per questo è proprio l’ex a dare la linea. Fino all’anno scorso le 3mila persone assistite avevano potuto contare su una spesa sociale di 19,7 milioni. Per ora ne mancano all’appello circa 500mila. «Spendiamo troppo per i minori non accompagnati - dice Cecchi - Ci sono casi gravi che meritano un grosso investimento. Ad esempio tanto avremmo potuto fare se fossimo stati avvertiti dell’esistenza della piccola Samantha. Ma altri invece a cui basterebbe poco. Purtroppo finora sul territorio le cooperative che gestiscono quest’area non hanno saputo rispondere alle nostre esigenze».
Mario Neri
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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