Il Tirreno

Pisa

«Quel palazzo è troppo alto» I vicini protestano

di Danilo Renzullo
«Quel palazzo è troppo alto» I vicini protestano

Nella via spunta un cartello per un nuovo edificio ma manca ancora l’autorizzazione del Comune

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PISA. Un cartello pubblicitario mette in subbuglio il quartiere: «In via Pellizzi sarà costruito un edificio di cinque piani, ma non esiste alcun permesso a costruire, mentre il cartello pubblicizza la vendita di 24 appartamenti», accusano i residenti.

Come dire: nel quartiere sono state messe in vendita case che probabilmente non saranno mai costruite. Abitare in classe A s.r.l. La società di Campi Bisenzio, che trasformerà l'edificio che fino a qualche anno fa ospitava i Monopoli di Stato in una moderna palazzina, smentisce e rassicura: «È tutto in regola: in via Pellizzi sarà effettuato un importante intervento di bonifica e di recupero ambientale». Gli abitanti però non ci stanno e chiedono all'amministrazione comunale di convocare un'assemblea con i residenti e fare chiarezza sul «presunto progetto». Le preoccupazioni di decine di famiglie che abitano nella limitrofa via Battelli, promotori anche di un appello a Palazzo Gambacorti, nascono da un cartello ambiguo affisso nei mesi scorsi alla cancellata dell'immobile che annuncia il progetto di riqualificazione dell'area. «24 appartamenti in classe A con autorimesse, posti auto e giardini ad alta efficienza energetica», recita parte dell'annuncio che comprende anche la scritta "Comune di Pisa". Un progetto che vuole trasformare l'attuale immobile di due piani (con soli due appartamenti) in una palazzina di cinque piani.

Secondo i residenti renderebbe invivibile la zona, di piccole dimensione e ad alta densità abitativa. «Le nuove abitazioni vengono proposte in vendita mediante un cartello che si maschera da comunicazione istituzionale con la scritta "Comune di Pisa" - accusano gli abitanti della zona -, ma che si è poi rivelato essere pubblicità privata, fornendo delle sintetiche caratteristiche e indicando la Cooperativa che li andrà a realizzare, nonché la norma del regolamento urbanistico in virtù della quale sarebbe consentita l'opera. Il nuovo edificio si inserirebbe in una zona con elevato carico urbanistico - sottolineano preoccupati i residenti - caratterizzato da strade strette e senza marciapiedi, pochi parcheggi e assenza di aree verdi.

Altri 24 appartamenti, costruiti all'interno di un'area di così ridotte dimensioni, andrebbero a significare un aumento della densità abitativa non sostenibile». La vicenda è approdata anche a Palazzo Gambacorti con una discussione in prima commissione consiliare, scaturita da un'interpellanza presentata da Una città in comune-Prc, dalla quale è emerso che non «esiste alcuna richiesta di autorizzazione al rilascio di titoli abilitativi alla costruzione dell'edificio rappresentato nel cartello». Una situazione paradossale per gli abitanti della zona, secondo i quali si starebbero «vendendo appartamenti su un progetto che non ha le autorizzazioni per essere realizzato». A fare chiarezza sulla vicenda è l'avvocato Cristian Ventisette, legale della Abitare in classe A s.r.l. «Quello affisso - precisa - è un cartello pubblicitario e non di informazione amministrativa. La commissione urbanistica del Comune ha dato parere positivo al progetto: l’atto avvia l'iter per ottenere il permesso a costruire (non ancora rilasciato). Dopo questo parere - prosegue il legale -, la società ha affisso il cartello, che rappresenta una manifestazione d'interesse per partecipare alla cooperativa edilizia che materialmente costruirà l'immobile».

Tutto regolare, quindi, per la società che ha proposto il progetto, che porterà anche alla rimozione di circa 1.000 mq di amianto dalle coperture con relativa bonifica. Una vicenda che suscita «stupore, preoccupazione e disorientamento» invece per i residenti che auspicano il «risanamento dell'immobile esistente», ma non attraverso «la costruzione di un nuovo edificio ad uso residenziale di cinque piani», che porterebbe ad uno stravolgimento dell'assetto urbanistico della strada. Con un appello sottoscritto da decine di famiglie, i residenti chiedono a Palazzo Gambacorti di convocare un incontro aperto con i cittadini per fare urgentemente chiarezza sul presunto intervento e sulle politiche urbanistiche che interessano la zona».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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