Il dolore
Lapide nel degrado: area ripulita
Nello spazio universitario una pietra in ricordo di due partigiani uccisi dai nazisti
PISA. Lo spazio verde dove sorge la lapide in ricordo di due partigiani uccisi dai nazisti che si trova al polo Carmignani, dietro piazza dei Cavalieri, era stata lasciata a lungo in mezzo ad immondizia e degrado, segno della malamovida. Ora quello spazio è stato finalmente ripulito e la siepe che circonda la lapide è stata potata: come si vede dalla foto allegata, a questo importante monumento cittadino è stata così restituito la dignità merita. La questione era stata sollevata dalla denuncia di Graziano Bendinelli, consigliere del Cpt 6 del Movimento 5 Stelle, seguita da un’interpellanza della consigliera comunale Valeria Antoni, sempre del M5S, e dall’intervento della consigliera comunale Veronica Fichi (Pd).
La lapide racconta la storia di due giovani partigiani, Vinicio Biagini e il cosiddetto “sardo” (l’identità resta un mistero), che proprio dove sorge questa lapide il 24 luglio del 1944 vennero uccisi dai nazisti. Vinicio Biagini, nato a Pisa 14 luglio 1927, operaio panificatore, comunista, a sedici anni entrò nella Resistenza armata all’indomani della caduta del fascismo. Il 23 luglio 1944, a causa di una delazione, venne colto sul fatto insieme ad un amico e compagno d’armi, il partigiano “sardo”, operaio alle poste e studente, mentre trasportano un carico di armi sottratte ai fascisti.
Catturati in via delle Sette Volte, vennero condotti al comando tedesco situato nel Collegio Puteano, in piazza dei Cavalieri, e sottoposti a tortura. Non avendo rivelato alcunché ai nazisti, vennero rinchiusi in una cella di sicurezza posta all’ingresso che conduceva al rifugio antiaereo nei sotterranei della Torre dell’Orologio e, il mattino successivo, fatti bersaglio del lancio di granate da parte di tedeschi e fascisti.
I corpi straziati vennero rinvenuti dagli alleati il 3 settembre 1944, ricomposti nelle camere mortuarie allestite nella Venerabile Arciconfraternita di Misericordia e in seguito, senza riconoscimento, sepolti in un punto imprecisato del cimitero di Pisa.
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