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Industria, è sempre crisi ma i trasporti fanno boom

Industria, è sempre crisi ma i trasporti fanno boom

PISA. L'indagine congiunturale nei principali comparti dell'economia provinciale relativa al primo trimestre del 2016, condotta dall'Unione Industriale Pisana, evidenzia segnali cautamente positivi...

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PISA. L'indagine congiunturale nei principali comparti dell'economia provinciale relativa al primo trimestre del 2016, condotta dall'Unione Industriale Pisana, evidenzia segnali cautamente positivi in continuità con la chiusura dell'ultimo trimestre del 2015, mentre il confronto con il corrispondente primo trimestre 2015 indica un -2%, segnale di una discesa progressiva nel corso dell'anno 2015.

Il presidente Federigo Federighi così commenta i dati: «La situazione economica provinciale pisana non deve essere letta in dati medi, bensì su una valutazione per macro aree economiche, dove i raggruppamenti per tecnologie e mercato forniscono una corretta valutazione dei risultati e delle attese».

Nell'area del manifatturiero, se il dato medio infatti è +4,7%, invece i comparti merceologici che permangono ancora in area di crisi continuano ad essere quello del metalmeccanico con - 2,5% (dove si sommano gli effetti della contrazione degli investimenti e la concorrenza) , quello del legno e mobile con -2,1% (dove continuano le contrazioni dei consumi della famiglie e della crisi dell'edilizia). Segnale positivo marcato viene fornito dai mezzi di trasporto (+6,9%), dato comune a tutto il settore dell'automotive e che dovrà essere riletto nei prossimi mesi per una corretta valutazione della tenuta nel tempo della crescita. Il segnale prudentemente positivo dell'edilizia (+2,4%), il grande malato, va letto tenendo presente il profondo rosso degli ultimi anni. Questo settore traina il settore del vetro-ceramica con +7,8%, dati interpretabili questi per la ripresa delle concessioni dei mutui alle famiglie dal mercato bancario. Nel comparto della moda, la filiera delle pelli e cuoio dà segnali complessivamente positivi per effetto dell'export (+1%) insieme a quella delle calzature (+4,3%). Soffre il comparto più strettamente collegato ai consumi interni: il tessile ( - 1,5%). Il dato positivo del farmaceutico (+16%), dove confluiscono i dati aggregati di medicinali ed integratori alimentari, subisce gli effetti dell'attenzione che si sta sviluppando per gli aspetti dietetici. Un dato negativo viene invece dal settore alimentare (-1%), anche questo soggetto alla contrazione dei consumi familiari. «Dalla lettura per macro aree dei dati - commenta il presidente Federighi - emerge una provincia industriale che complessivamente non ha imboccato la cosiddetta svolta, ma che dà segnali di ripresa in comparti anche rilevanti della struttura produttiva soprattutto in quelli più orientati all'export. Se questi segnali e le attese di ordini seguiranno ancora tale tendenza e si trasformeranno in una costante positiva, è da valutarsi nei prossimi mesi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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