Il Tirreno

Pisa

“caso” vecchiano: acque agitate nel centrosinistra

Il nodo dell’area metropolitana

I Riformisti chiedono un documento della maggioranza

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VECCHIANO. La riunione di maggioranza voluta dai Riformisti c’è stata. Motivo scatenante: il candidato sindaco (Pd) del comune di Vecchiano, Angori, contrario alla costituzione dell’area metropolitana pisana, ovvero una sorta di unione (non un comune unico) dei sei territori della zona: Pisa, San Giuliano, Calci, Vecchiano, Cascina, Vicopisano. Obiettivo di fondo dei Riformisti, oltre il “caso” di Vecchiano: mettere in primissimo piano nelle strategie del centrosinistra pisano la creazione di un contrappeso politico-geografico sulla costa nei confronti della crescente area metropolitana fiorentina, ponendosi anche come riferimento per le altre province.

Con una lettera distribuita giovedì scorso ai consiglieri comunali di Pisa, i Riformisti (che hanno in giunta a Palazzo Gambacorti l’assessore Federico Eligi e che a Vecchiano hanno rotto l’alleanza) hanno chiesto soprattutto al Partito democratico di prendere una posizione netta su questo punto dell’area metropolitana pisana che ritengono centrale e non più rinviabile. Di fatto, hanno scritto in quella lettera, da questo momento il gruppo si sente libero di decidere di volta in volta come votare sui singoli provvedimenti.

Dopo la riunione di maggioranza, i Riformisti hanno deciso di mettersi in posizione d’attesa. Hanno congelato (solo) per ora ogni forma di protesta, in particolare dopo che il sindaco Marco Filippeschi ha preso l’impegno di scrivere un documento sul tema.

I Riformisti chiedono che l’intera maggioranza prenda coscienza del vero rischio, dicono, che può materializzarsi: una Toscana sempre più fiorentinocentrica. E la riforma costituzionale in arrivo, sostengono, potrà dare una spinta ulteriore: perché se da una parte la Costituzione già riconosce nelle articolazioni territoriali l’area metropolitana, dall’altra eliminerà le province. E legata direttamente a questi possibili sviluppi (di mezzo c’è il referendum) ecco la partita più significativa, quella che si sta giocando con il nuovo Prs, Piano regionale di sviluppo, che ha avviato il suo iter: sulla base della geografia che si verrà a delineare, il Prs individuerà in pratica i nuovi confini.

Senza provincia, Pisa sarà il capoluogo di quale territorio? Perderà la sua centralità anche sugli attuali 420.000 abitanti dal Cuoio alla Valdera, alla Valdicecina? E la costa, nel suo insieme, finirà per essere più che frazionata di fronte invece alla grandezza dell’area metropolitana fiorentina da 1,5 milioni di abitanti? Tutte domande alle quali i Riformisti chiedono una risposta, perché, sottolineano, ne va del futuro del nostro territorio e rimanda anche ai flussi dei finanziamenti che arriveranno.

Oltre alla presa di posizione del Pd e del sindaco (che è anche presidente della Provincia), i Riformisti chiedono che dalle forze politiche di maggioranza arrivi una richiesta alla Regione di un incontro pubblico per conoscere realmente i piani per Pisa e la costa. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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