«Troppi veleni sul voto» i prof incontrano i tecnici
Si scalda la campagna dei candidati al rettorato
PISA. Troppi attacchi, insinuazioni, e poi quei tanti post inferociti su Facebook. Per un ateneo che «snobba» una delle sue forze fondamentali, anzi la «bistratta» non concedendole il diritto di parola e neppure un confronto pubblico con chi si candida a guidarlo. I tecnici amministrativi dell' Università di Pisa da giorni sono sulle barricate. Barricate social, ma che stavano invelenendo il clima della campagna elettorale. Per questo Donato Aquaro, Giuseppe Iannaccone, Paolo Mancarella e Mauro Tulli lunedì 16 maggio usciranno con un comunicato ufficiale per invitare il personale a un dibattito.
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«Esprimiamo un profondo rammarico - scrivono i quattro candidati alla successione di Massimo Augello - per l'episodio non felice occorso durante la presentazione delle candidature presso il Palazzo dei Congressi e riteniamo utile un confronto pubblico con il personale tecnico e amministrativo nella speranza che possa ristabilire un clima di massima serenità nel delicato periodo del nostro ateneo. Crediamo che l'incontro già chiesto al direttore generale ne sia la migliore cornice». La scintilla era stata innescata lunedì scorso alla presentazione ufficiale dei candidati al rettorato andata in scena proprio al Palacongressi. Alla fine dei discorsi dei quattro sfidanti, il decano Giuseppe Volpe aveva concesso la possibilità di intervento a chi era in sala. Uno dei primi ad arrivare al microfono era stato Andrea Lapi, rappresentante del personale tecnico amministrativo in cda d'ateneo. Interventi liberi, aveva detto il decano, a condizione che riguardassero temi generali e non episodi specifici o singoli candidati. Invece Lapi aveva puntato dritto su uno dei quattro, Iannaccone, premettendo però che su di lui aveva cambiato idea, ma voleva spiegargli quali fossero i suoi dubbi iniziali. Volpe era stato inflessibile. «Le tolgo la parola, la invito ad andarsene».
Dall'emiciclo del Palacongressi, affollato di prof ma anche di tanti tecnici, si era alzato qualche mugugno, ma il dibattito si è infiammato soprattutto sulle bacheche Facebook, con moltissimi dipendenti indignati per quella che ritengono la "censura" di Volpe. L'episodio ha riacceso un antico risentimento del personale tecnico nei confronti dei prof e di un "sistema" fortemente gerarchico, che non rimarca le differenze solo nella scala professionale ma anche in quella sociale all'interno di una cittadella che però non potrebbe fare a meno della forza motrice dei dipendenti eppure spesso non le riconosce nessuno o poco peso nel processo decisionale. Ne è dimostrazione il fatto che i tecnici siano circa 1.500, più o meno quanto i prof, ma il loro voto vale appena un settimo.
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