Il Tirreno

Pisa

LA CURVA STRACOLMA È UNA MACCHINA DEL TEMPO

di LAMBERTO PIOVANELLI

di LAMBERTO PIOVANELLI Èstato un pomeriggio vissuto nel segno delle emozioni. Fisicamente davanti al computer, a seguire la diretta web della sfida. I miei pensieri, però, oscillavano tra il presente...

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di LAMBERTO PIOVANELLI

Èstato un pomeriggio vissuto nel segno delle emozioni. Fisicamente davanti al computer, a seguire la diretta web della sfida. I miei pensieri, però, oscillavano tra il presente e il passato. Legati tra loro da un filo misterioso che passava dall’Arena Garibaldi a un pomeriggio assolato d’estate, di trent’anni fa, a Cremona.

. A scatenarmi quelle sensazioni è stato il primo colpo d’occhio della Curva Nord e della gradinata dello stadio pisano. Stracolme, colorate. Chiassose. Come fai, con quel pubblico, a non ottenere i risultati, mi sono chiesto. Ed ho percorso, mentre guardavo le azioni dei nerazzurri, gli anni a ritroso. Ricordi lontani, che forse ho vissuto anche in maniera amplificata. Rivedere il clima che c’è all’Arena, mi ha fatto provare delle bellissime sensazioni. La partita con la Maceratese può, in qualche modo, essere paragonata a quella che noi andammo a giocare a Cremona e che ci proiettò in serie A. Di quella gara il ricordo più netto è proprio del tifo nerazzurro. Eravamo in trasferta, lontani dall’Arena Garibaldi, ma l’apporto dei tifosi pisani fu essenziale per tenerci sempre con la tensione giusta, quella che serve per centrare certi traguardi.

Con la maglia del Pisa ci sono state tante altre partite vissute intensamente, dopo quel match a Cremona, ma il filo conduttore è sempre legato ai sostenitori: quello pisano è più di un pubblico. È retorica, lo so, ma è davvero quello che si dice, il “dodicesimo” giocatore, pronto a darti la spinta giusta per farti superare i momenti di difficoltà, se ci sono. O a spingerti con maggiore euforia, quando le cose vanno bene.

Non credo che in un campionato come quello di serie C - o Lega Pro, se vogliamo essere corretti - ci sia una tifoseria come quella nerazzurra. Neppure negli stadi delle città più importanti i tifosi sanno essere così vicini e così incisivi nei confronti della propria squadra del cuore.

Davanti a quel computer, mentre scorrevano le immagini, spesso i cori di sostegno si sono sovrapposti addirittura alla voce del cronista che ne raccontava le azioni.

Che emozione. Forse è proprio per questo che, da un po’ di tempo, ho deciso di non viverle dal vivo, dentro lo stadio, ma di gioirne, da solo, con il calore della famiglia, a casa.

A mister Gattuso, che di esperienza ne ha davvero tanta ma che a Pisa non è da molto tempo, una cosa vorrei sottolineargliela: in qualunque campo il suo Pisa andrà, qualunque clima potrà trovare, questa città non gli farà mancare mai il calore che serve per superare ogni ostacolo.

(Piovanelli è il bomber

del Pisa di Anconetani)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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