Proteste
Quei 438 B&B nel far west della Rete
Solo 270 quelli censiti. Ma negli ultimi anni sono esplose le offerte, molte irregolari e invisibili al fisco: ora un patto con Airbnb per scovare gli evasori della tassa di soggiorno
PISA. No, Pisa non è Londra. E neppure Firenze. Non si è ancora trasformata in un far west da migliaia di offerte fuorilegge. «Ma negli ultimi anni B&B, affittacamere, case vacanze irregolari sono proliferati. Finora è stato impossibile perfino calcolarne la crescita con precisione. Ben vengano tutte le misure utili per far emergere il sommerso».
Sostiene dunque Paolo Pesciatini, responsabile turismo di Confcommercio, che questo sia il momento giusto per alzare una barriera alla diffusione della rendita fantasma fondata sulle vacanze mordi e fuggi. Perché anche all’ombra della Torre si sta allargando la frontiera dei nuovi pionieri illegali nelle praterie del mercato di appartamenti, ville, camere e residenze trasformati in strutture ricettive. Un tesoro nascosto per le casse del Comune, una enclave di evasione. Sulla carta la città conta circa 270 B&B, case per vacanza e affittacamere professionali e non professionali (questi ultimi classificati come tali perché dichiarano un fatturato inferiore ai 5.000 euro annui). Per la Camera di Commercio addirittura sono 152. Sulla carta però. Basta un giro su Airbnb, il gigante mondiale delle ricerche online di cohousing, per capire quanto sia enormemente più vasto il fenomeno.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:cronaca:1.13480722:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pisa/cronaca/2016/05/15/news/caccia-ai-furbetti-e-gli-incassi-crescono-del-15-1.13480722]]
Da tempo il portale si avvale di Airdna, una azienda californiana, per tracciare una mappa di tutti i suoi iscritti. Gli analisti di Santa Monica hanno elaborato i “big data” relativi agli “host” pisani (i proprietari che offrono camere singole, appartamenti, ville o residenze) scoprendo che fra Pisa e San Giuliano Terme si concentrano 438 offerte: una stanza, interi appartamenti, dimore storiche, attici, loft. Si va da 24 a oltre 500 euro al giorno. In tutto oltre 1.100 posti letto in una città che ne registra 15 mila ufficiali. Il grosso si concentra proprio nel centro storico del capoluogo. Ne è saltato fuori un report capace di descrivere con precisione quali e quante sono le tipologie (dalla stanza condivisa fino agli appartamenti con 4 o più posti letto), e quanto costano le stanze in città. Ma soprattutto quante volte sono state occupate e quanto ci si può ricavare se si diventa locatari a «5 stelle» (cioè con ottime recensioni). Le cifre parlano chiaro: si guadagna se si affitta ai turisti, in modo saltuario e frammentato. Mentre, in media, l’affitto annuo di un alloggio da circa 100 metri quadrati con 4 posti letto in centro frutta dai 10mila ai 12mila euro, il reddito potenziale di chi gioca la sua partita su Airbnb può arrivare fino a 26mila euro. Più del doppio. E la media di occupazione è al 36%. Insomma, rimane anche parecchio tempo libero per goderselo il loft.
«In questi anni la legge e i regolamenti di molti Comuni hanno provato a frenare lo spopolamento dei centri storici imponendo regole ferree all’aperture di strutture ricettive come queste - dice Cesare Gherardi, referente toscano dell'Associazione nazionale Bed & Breakfast e affittacamere - Una favola. In realtà i residenti sono fuggiti». Nella sfasatura fra la rete censita dal Comune e la fotografia scattata dagli esperti statunitensi nel loro dossier cresce una zona grigia in cui molti di coloro che oggi si dichiarano residenti sono in realtà piccoli imprenditori turistici. Miracoli della rendita. Non sempre le dighe riescono ad arginare la piena. A volte fanno solo da tappo ad una grande alluvione del mercato. E quella sì, produce degrado, sociale prima ancora che urbano, un'emorragia demografica non perfettamente inquadrata dai dati ufficiali. E forse potrebbe spiegarsi così anche il lievissimo aumento dei residenti censiti dall’anagrafe all’interno della cerchia delle mura, passati in dieci anni da 12.671 a 12.706.
Forse non stupirebbe allora se la task force di vigili e ispettori della Sepi che l'assessore al bilancio Andrea Serfogli vuole dispiegare sul territorio a caccia di evasori della tassa di soggiorno scoprisse in realtà attività fantasma. Insomma quei nuclei speciali potrebbero anche far affiorare anche un po’ di nero, quella fetta di irregolari censiti da Airdna ma invisibili al fisco. Basti dire che in città l’Anbba vanta non più di una cinquantina di associati. «Il resto? - dice Gherardi - Cani sciolti, gente che ha trasformato quelle che al catasto risulterebbero come prime case in strutture ricettive. Del resto per iscriversi ad Airbnb basta un a autocertificazione di regolarità fiscale». In fondo, il turismo in questi anni è esploso, esultava il Comune un anno fa. Un anno fa Palazzo Gambacorti festeggiò un più 5% per gli arrivi e un aumento di pernottamenti dell’8%. Per questo per la giunta di Marco Filippeschi potrebbe essere importante stringere con Airbnb un patto anti-evasione simile a quello stipulato da Dario Nardella a Firenze. I manager del gigante on line hanno accettato di pubblicare sulla pagina delle offerte fiorentine un banner con un semplice messaggio «Cari host di Airbnb, fate pagare la tassa di soggiorno. Ecco come». Palazzo Vecchio stima un’impennata delle entrate pari al 35%.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
