Il Tirreno

Pisa

Ha chiuso la clinica di Camp Darby

di Sharon Braithwaite
Ha chiuso la clinica di Camp Darby

Cerimonia ufficiale per la fine di un’epoca. Scoperta una targa in memoria di coloro che hanno prestato servizio nella struttura

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PISA. La clinica medica all'interno di Camp Darby ha definitivamente chiuso i battenti. Nei giorni scorsi si è svolta la cerimonia ufficiale che ha segnato la fine di un'era per la comunità della base militare statunitense. I militari nei mesi scorsi hanno visitato le strutture e incontrato alcuni medici degli ospedali locali (Pisa, San Rossore e Livorno), ai quali d'ora in poi saranno indirizzati. La decisione della chiusura fu comunicata nel giugno 2015 e si inserisce nel più ampio piano di ristrutturazione della base (fondata nel 1951), iniziato tre anni fa con il trasferimento di parte del personale. Durante la cerimonia è stata scoperta una targa, in memoria di coloro che hanno prestato servizio nella struttura.

«Vogliamo omaggiare anche il personale medico che ha lavorato qui e in particolar modo coloro che hanno combattuto per la liberazione dell'Italia – ha affermato Norvell Coots, generale di brigata dell'unità sanitaria –. I libri di storia fotografano bene date e avvenimenti, ma la storia dei successi di questa unità traspare soprattutto dai racconti di chi ha lavorato qui, donando anima e corpo. Il nostro impegno per la salute e la preparazione dei nostri militari in questa base sono più forti che mai».

Nel 1956 la clinica divenne la sede distaccata dell'ospedale militare della base americana di Vicenza. Nel 1975 la sede dell'unità militare medica fu trasferita a Camp Darby, dove rimase fino al 1987. Nel 1991 qui furono visitati più di undicimila pazienti reduci dall'operazione Desert Storm, durante la guerra del Golfo. Nel 1993 l'ospedale di campo vicentino fu convertito in dipartimento sanitario militare, per poi essere ridimensionato in clinica medica. Nonostante la chiusura della clinica, il tenente colonnello Brian Bender assicura che la il personale militare sanitario continuerà a servire la comunità e faciliterà questa transizione. «L'esercito statunitense e il dipartimento sanitario del Pentagono continueranno il loro impegno a Camp Darby – promette Bender –. Proseguiranno i rapporti e gli impegni con Vicenza». «È importante che in questa fase di transizione gli utenti non si sentano abbandonati – dice Ilaria Guerini, referente dei pazienti –. Nella clinica ci saranno tre ufficiali in veste di referenti, che presteranno servizio come interpreti e faranno da tramite con i medici italiani».

La notizia della storica chiusura è stata commentata da molti utenti sulla pagina Facebook di Camp Darby. Numerosi i commenti nostalgici e commossi di militari che in passato hanno prestato servizio nella base ed ex impiegati nella struttura. «I miei tre figli sono nati in Italia: due a Camp Darby, uno a Pisa perché il medico di base si era rotto una gamba sciando», dice Don Pritchard, mentre Joe Cerro aggiunge: «Non dimenticherò mai quando pitturammo nove stanze della clinica. Ho visitato la base lo scorso aprile e niente è come prima. Che tristezza». Melanie Seaward e Nicole Marquez sottolineano che questa clinica ha salvato la loro vita e ringraziano lo staff medico, amministrativo e gli interpreti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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