Il Tirreno

Pisa

«Il Comune chieda i soldi a Bulgarella»

di Mario Neri
«Il Comune chieda i soldi a Bulgarella»

I promotori di Canapisa: non pagheremo la polizza danni, un grave precedente per ridurre la libertà di manifestare

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PISA. Di pagare neanche a parlarne. Soprattutto perché «sarebbe un precedente pericoloso». Un espediente in mano alle amministrazioni di tutta Italia e soprattutto a quella di Pisa per «limitare la libertà di manifestazione del pensiero garantita dalla Costituzione». Canapisa non ci sta. La rete antiproibizionista che da quindici anni organizza il cannabis pride in città non stipulerà la polizza chiesta dal Comune contro eventuali danni che il corteo potrebbe lasciarsi alle spalle nella fase finale della street parade, quando i manifestanti si raduneranno nei giardini a ridosso del carcere Don Bosco. «Manifesteremo la nostra assoluta volontà di non pagare nel prossimo incontro in questura. Con che coraggio il sindaco chiede una fideijussione da 5 mila euro a noi quando ha accettato i milioni spazzatura di Bulgarella, vada a chiederli a lui i soldi, uno che davvero ha cancellato il verde urbano», dice Alberto Mari, portavoce dell’Osservatorio antiproibizionista che promuove la sfilata. La linea dura è stata decisa nella assemblea di giovedì sera. «Usano la burocrazia per fa fuori la manifestazione. In modo subdolo ci negano un diritto costituzionale», si è sollevata la galassia canapa-friendly, un universo di sigle che va dagli antagonisti fino ai movimenti dei malati cronici che da tempo chiedono una legge nazionale che consenta la coltivazione e il consumo di marijuana per scopi terapeutici. Ma Palazzo Gambacorti è pronto al braccio di ferro. L’anno scorso, viste le condizioni in cui fu lasciata la città, in una riunione in prefettura furono chieste agli organizzatori alcune garanzie. Ma è chiaro che se la questura non riterrà necessaria la polizza, allora l’amministrazione del sindaco Marco Filippeschi non potrà che cedere. Ma è chiaro che quella richiesta assuma anche il segno di un disagio crescente verso un evento mal sopportato anche dai cittadini. Sono soprattutto i comitati di residenti a schierarsi sul fronte del no: «Sappiamo cosa significa Canapisa per la città - ha ripetuto i membri del comitato di Mezzogiorno pochi giorni fa - Sporcizia, gente che orina e vomita sui marciapiedi, senza considerare che l’evento diventa un piomba liberi tutti sulla legalità. Spaccio e consumo di droga diventano la regola». Ma proprio la strategia del Comune avrebbe alzato l’attenzione sulla rassegna. «Molti gruppi antiproibizionisti d’Italia - dice Mari - hanno annunciato di voler dare la loro solidarietà, quest’anno il corteo sarà molto numeroso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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