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Pisa

la manifestazione

Stop a Canapisa senza una polizza danni

di Mario Neri
Stop a Canapisa senza una polizza danni

Gli organizzatori: «Il Comune vuole una fideijussione da 5mila euro come garanzia per i giardini in cui si concluderà il corteo»

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PISA. Nell’assemblea organizzativa, ieri sera, c’è chi non l’ha presa bene: «Usano la burocrazia per far fuori la manifestazione. In modo subdolo ci negano un diritto costituzionale», si sono accalorati alcuni dei presenti al Circolo Anarchico di Vicolo del Tidi. «Il Comune ci vuole fermare, ma noi scenderemo in piazza». E non è un caso che la rete dei promotori abbia già lanciato una “serata benefit”.

Canapisa cerca fondi. Quelli necessari a stipulare la polizza contro eventuali danni pretesa da Palazzo Gambacorti per l’organizzazione della street parade che da anni trasforma la città in un palcoscenico dell’antiproibizionismo con le strade che si riempiono di giovani e meno giovani estimatori (e consumatori) di canapa et similia. «Sì, ci è arrivata una richiesta da parte di Sepi su delega dell’ufficio del Verde urbano. E ci sembra davvero fuori luogo», conferma Alberto Mari, portavoce dell’Osservatorio antiproibizionista Canapisa. Il Comune chiede agli organizzatori una fideijussione da 5 mila euro a garanzia dei giardini nei pressi del carcere Don Bosco. L’area verde di via delle Trincee è infatti la tappa finale del corteo che sabato 28 maggio dovrebbe attraversare tutta la città. Da tempo sul cannabis pride si scatenano le polemiche dei comitati di cittadini e le accuse dell’opposizione all’amministrazione.

Proprio poche settimane fa, il comitato dei residenti di Mezzogiorno ha chiesto alla questura di sospendere il giudizio sul via libera alla manifestazione condizionandolo ad una consultazione pubblica. «Il Comune conduca un sondaggio, Canapisa si faccia solo se lo vogliono i cittadini», era stato il messaggio al sindaco Marco Filippeschi. Nessuna risposta, ma a condurre un’indagine era stato proprio il comitato l’anno scorso. E fu un plebiscito: di 677 persone intervistate, oltre 500 dissero che no, Canapisa non la volevano. Ma si può subordinare un diritto costituzionale, la libertà di manifestare, a un sondaggio fai da te? Evidentemente no, per questo la questura ha sempre dato l’ok.

Ora però arriva la tegola della polizza. Certo, sebbene la parata si svolga senza disordini, non passa inosservata. «Sappiamo cosa significhi Canapisa per la città - hanno ripetuto lanciando la loro proposta i membri del comitato di Mezzogiorno - Sporcizia, gente che orina o vomita sui marciapiedi e sui portoni, senza considerare che l'evento diventa una sorta di apriscatole della legalità, dato che in quel giorno tutto sembra concesso, anche l'illecito».

Ma gli organizzatori non retrocedono. Per domani sera è già pronta una serata “Benefit Canapisa 2016” in cui proveranno a raccogliere i fondi per la polizza, ma si confida anche in un ripensamento di Palazzo Gambacorti. «Abbiamo sempre ripulito alla perfezione il parco - dice Mari - Perfino il Viminale, rispondendo a un’interrogazione parlamentare, ha ammesso che il nostro comportamento è stato impeccabile». Nella scorsa edizione, «il transito del corteo - ha riferito il viceministro Filippo Bubbico in aula - si è svolto senza alcun danneggiamento agli arredi urbani né commissione di reati. E il servizio di pulizia ha liberato il percorso e l’area di raduno dai rifiuti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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