Attenzione
Sicurezza, anche i cittadini ai summit sull’ordine pubblico
PISA. Per ora è solo un’ipotesi, ma al prefetto Attilio Visconti non dispiace. «Non ho nulla in contrario» ha detto ieri mattina a chi gli chiedeva di far entrare anche i comitati dei residenti di...
PISA. Per ora è solo un’ipotesi, ma al prefetto Attilio Visconti non dispiace. «Non ho nulla in contrario» ha detto ieri mattina a chi gli chiedeva di far entrare anche i comitati dei residenti di Pisa nel summit periodici sull’ordine pubblica e la sicurezza. La proposta è arrivata dal rappresentante del coordinamento dei comitati cittadini, il vicepresidente Anthony Mancini. Un’idea lanciata di fronte al prefetto e al sindaco Marco Filippeschi proprio nel giorno in cui a Pisa si è tenuto il convegno “Percorsi di sicurezza urbana”, un incontro organizzato da Anci con la collaborazione di Prefettura e Comune per illustrare il contenuto della proposta di legge di modifica del testo unico degli enti locali messo a punto in questi tre anni dal ministero dell’Interno insieme all’Anci con lo scopo di affidare ai sindaci maggiori poteri di intervento su temi come, decoro, abusivismo commerciale, controllo della movida e della criminalità comune nelle città. La presenza di associazioni di cittadini nei vertici in prefettura non è prevista dalla legge, ma potrebbe essere concessa con un deroga del prefetto. Difficile però far entrare i cittadini in riunioni così delicate senza il consenso di tutti. Certo, sarà difficile poter prendere provvedimenti cruciali a Pisa se le verrà riconosciuto lo status di “città speciale”. Un nodo su cui ieri è torno il sindaco Filippeschi anche durante il convegno. «La proposta di legge è ottima, ma è molto concentrata sulle città metropolitane. Per questo credo serva un ribilanciamento. Al tavolo dovrebbero sedere anche le città come Pisa che, pur essendo città medie, hanno in realtà per caratteristiche una dimensione metropolitana con l'aeroporto, l'ospedale, l'università, il turismo che attrae. Abbiamo servizi di sicurezza tarati per il numero dei residenti (90mila) ma ogni giorno arriviamo tra pendolari, turisti e studenti a 160mila "utilizzatori". Serve quindi un riconoscimento e un numero di forze dell'ordine adeguato». Non solo. Secondo Filippeschi è necessario «anche che le Procure vengano dotate di nuclei specializzati su criminalità comune e sicurezza urbana».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
