Italia
Piscina dietro San Zeno al via la demolizione
La Procura dissequestra l’area e parte lo smantellamento dell’abuso edilizio Proprietaria conferma il ricorso al Tar: «Non c’era sbancamento del terreno»
PISA. Inaugurare il camminamento con vista su uno degli abusi edilizi più smaccati che si ricordino negli ultimi tempi a Pisa sarebbe stata macchia destinata a sporcare un appuntamento capace di arricchire l’attrazione turistica in centro.
E così l’accelerazione per consentire la rimozione della piscina abusiva tra le mura e San Zeno ha permesso di partire ieri con i lavori di demolizione e ripristino dell'area.
L'intervento, a carico dei privati responsabili del manufatto, 4x10, si svolge secondo quanto previsto dall'ordinanza del Comune. Le modalità dell'esecuzione, dato la delicatezza storico-artistico-monumentale del sito, sono state sottoposte e verificate dall'architetto Marco Guerrazzi del Comune - custode giudiziale - e dalla Soprintendenza Archeologica.
Le operazioni, che si svolgono sempre sotto la sorveglianza di Comune e Soprintendenza archeologica, saranno completate nei prossimi giorni.
Sull'avanzamento dell'intervento dovrà essere aggiornata costantemente l'amministrazione che vigilerà sulla correttezza dei lavori.
«Esprimiamo soddisfazione e confidiamo che nell'arco di pochi giorni l'abuso possa essere eliminato del tutti e l'area ripristinata» dichiara l'assessore ai lavori pubblici Andrea Serfogli. «Abbiamo fatto valere le leggi, contro uno scempio e un atto di inaudito egoismo» commenta il sindaco Marco Filippeschi.
Ieri gli operai hanno iniziato a smontare quello che era possibili rimuovere senza attrezzature invasive.
Ha “capitolato”, ma fino a un certo punto, Barbara Bedini, la destinataria dell’ordinanza con cui Palazzo Gambacorti le ha imposto la rimozione dello specchio d’acqua con il ripristino dello stato dei luoghi.
«Andremo avanti con il ricorso al Tar e a livello penale – spiega al Tg Regionale, Bedini –. Lo vede anche un bimbo che non c’è stato sbancamento del terreno».
Scoperto per caso a giugno durante un sopralluogo sul camminamento nell'ambito dei progetti Piuss, l'abuso edilizio, sotto sequestro da mesi, aveva un fronte aperto con una denuncia alla Procura. Diffide e ordinanze hanno scandito il contenzioso che, a sentire la proprietaria, è tutt’altro che chiuso.
Contrariamente a quanto ipotizzato in un primo tempo, il terreno non appartiene ai privati, ma al Comune. L’entità dell’abuso, tuttavia, resta intatt. E secondo i tecnici le fondamenta della chiesa di San Zeno potrebbero averne risentito.
Duelli legali a parte, quando il camminamento sulle mura sarà aperto per il “Giugno Pisano”, la piscina sarà solo un ricordo di un abuso edilizio limitato nelle forme, ma sfacciato per il contesto.
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