Il Tirreno

Pisa

Pisa 81, la magistratura chiamata a fare chiarezza sulla vendita

Pisa 81, la magistratura chiamata a fare chiarezza sulla vendita

PISA. Sarà probabilmente la magistratura a fare chiarezza sulla vendita degli immobili del complesso Pisa 81 e a decidere il futuro di decine di inquilini, alcuni dei quali hanno dato mandato agli...

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Sarà probabilmente la magistratura a fare chiarezza sulla vendita degli immobili del complesso Pisa 81 e a decidere il futuro di decine di inquilini, alcuni dei quali hanno dato mandato agli avvocati per eventuali azioni risarcitorie nei confronti di Enpam, l'ente previdenziale dei medici proprietario del complesso immobiliare, e per il riscatto degli appartamenti.

«Dopo mesi di richieste, ancora non è stata fatta chiarezza sul processo di dismissione del complesso immobiliare (gestito da Enpam, dalla cooperativa Pisa 81 che ha presentato l'offerta per l'acquisto in blocco del complesso e l'immobiliare "Porta a Terra", società che ha acquistato qualche decina di appartamenti, ndr), che avrebbe dovuto prendere in considerazione gli inquilini che da decenni abitano quelle case», sono le accuse che arrivano dal Sunia.

Vari accordi nazionali siglati con la proprietà avrebbero dovuto garantire la prosecuzione del contratto di locazione e, per coloro che avessero voluto acquistare la casa dove vivono da anni, di poterlo fare ad un prezzo concordato.

Quello che invece viene offerto è di 1.550 euro al mq, a fronte dei 1.250 proposti a terzi. Un vero e proprio ricatto nei confronti degli attuali inquilini, secondo il Sunia che ha chiesto all'ente previdenziale di rinnovare anche i contratti di locazione a canone concordato.

«L'Enpam - sottolinea Luca D'Onofrio, segretario provinciale del Sunia - ha subordinato illegittimamente la sottoscrizione dell'accordo al parere della cooperativa. Il Comune, intanto, non ha ancora chiarito il percorso per l'ottenimento dell'agibilità da parte dell'Enpam» dei circa duecento appartamenti (oltre a garage e fondi commerciali) costruiti nel 1984 nell'area dell'ex fabbrica Richard Ginori vicino al viale delle Piagge.

«A questo - continua D'Onofrio - si aggiunge l'ordinanza del Comune del 2009 per la rimozione delle coperture di amianto e la messa a norma degli impianti termici solo in parte rispettata».

«Questa operazione immobiliare non ci convince», conclude il Sunia che chiede di sottoscrivere prima di giugno (quando si completerà la procedura di dismissione) un accordo che preveda il «rinnovo immediato dei contratti di locazione a canone concordato, con tutela per le fasce deboli; la previsione dello stesso prezzo di acquisto a parità di condizioni con i terzi e chiarezza sull'agibilità e la messa a norma degli impianti termici».

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web