La protesta
Pd alle grandi sfide, mano tesa dei renziani alla sinistra dem
Il consigliere regionale Mazzeo raccoglie l’apertura dell’ex segretario provinciale Nocchi «Lavoriamo insieme per amministrative e referendum, poi ci misureremo al congresso»
PISA. Sei mesi di tempo per lavorare insieme. Due scadenze importanti su cui ritrovare l’unità di intenti: le amministrative prima, il referendum poi. A quel punto si aprirà la partita congressuale dove ognuno giocherà le proprie carte. Intanto, però, il Pd pisano prova a ricompattarsi e lo fa attraverso uno scambio di idee su Facebook tra l’ex segretario provinciale Francesco Nocchi, esponente di SinistraDem, e il consigliere regionale e vicesegretario toscano (renziano) del Pd, Antonio Mazzeo. Che, per la prima volta, tende senza mezzi termini la mano alla sinistra del partito e lancia la sua proposta: «Lavoriamo insieme questi mesi per il bene del Pd e per vincere le due sfide che ci aspettano?». Obiettivo dichiarato: fare “cappotto” nei quattro comuni al voto e portare a casa la vittoria del sì al referendum di ottobre sulla riforma costituzionale.
Queste prove di pace o, meglio, di tregua hanno come “scintilla” il dibattito sulle fusioni (mancate) dei Comuni e le polemiche scatenate dai Riformisti sull’area metropolitana pisana, obiettivo accettato nel programma elettorale dal candidato sindaco Pd di Cascina e non dal candidato sindaco, ugualmente, Pd di Vecchiano.
«Il risultato negativo del referendum per la fusione dei comuni di Castellina e Riparbella mi colpisce per la nettezza», scrive Nocchi, che torna in prima linea dopo una fase di “stallo” seguita alla sconfitta elettorale alle regionali. «Vince il campanilismo? O piuttosto non paga un approccio ormai ideologico alle fusioni, mentre i cittadini sembrano rifiutare questi modelli di semplificazione vissuti come un’imposizione dall’alto? Credo che il Pd, a tutti i livelli debba aprire una seria riflessione su questo», aggiunge Nocchi ricordando anche «la crisi conclamata nell’Unione dei comuni della Valdera».
Nocchi ha una posizione critica: «Evidente che il disinvestimento sul partito si comincia a pagare, disinvestimento sul piano organizzativo e anche su quello politico, del partito come luogo di confronto. Se questo è il clima anche in territori come il nostro, mi permetto di avanzare serie preoccupazioni anche per le prossime elezioni amministrative e (cosa che sembra stare molto più a cuore all’attuale gruppo dirigente) sul voto di ottobre». La conclusione: «Serve una mobilitazione unitaria per vincere nei comuni al voto. Serve un partito in campo capace di coinvolgere e non un timoroso basso profilo».
Una mano tesa che Mazzeo raccoglie al volo: «Questo è uno di quei momenti in cui, credo, non possiamo permetterci divisioni». Quanto all’esito del referendum sulla fusione dei comuni di Castellina e Riparbella, parla di «sorpresa» e «amarezza» per un risultato che «rappresenta la perdita di una grande opportunità per i cittadini di quei territori». Ricorda che, dopo la fusione, il comune di Casciana Terme Lari ha «un milione e 300mila euro in più di risorse per il 2016». Torna sul punto dello scenario Pd: «Spero e mi auguro che sul territorio saremo capaci di arrivare ad una proposta unitaria» per un Pd «ancorato ai suoi valori, ma anche capace di aprirsi e di allargarsi all’esterno». Un partito «in cui possano continuare a sentirsi a casa le tante compagne ed i tanti compagni che in questi anni ci hanno insegnato cosa vuol dire militanza. Persone che, purtroppo, vedo troppo spesso restare o mettersi alla finestra e in alcuni casi arrivare a non rinnovare la tessera del partito». Spazio anche all’autocritica: «Forse potevamo farlo anche prima, ma ora è davvero arrivato il momento di aprire un dialogo forte e capire i limiti delle nostre proposte e della nostra organizzazione». L’appello a Nocchi: «Che ne dici da qui al 5 giugno di organizzare insieme delle iniziative a sostegno dei nostri candidati a sindaco di Cascina, Vecchiano, Santa Luce e Buti?».
Francesco Loi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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