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L’erosione minaccia l’arenile di San Rossore
La preoccupazione del direttore dell’Ente Parco: «A rischio foce del fiume Morto e camminamenti»
PISA. La caserma “Ciro Scianna” a Boccadarno, la foce armata del fiume Morto, la villa del Gombo ed i camminamenti attrezzati sulle dune sono le emergenze erosive di San Rossore. Il direttore dell'Ente Parco, Andrea Gennai, è seriamente preoccupato, ma al tempo stesso si dice fiducioso dopo lo stanziamento dei fondi della Regione per combattere l'erosione costiera dalla foce del Serchio a Calambrone.
«La caserma Scianna presenta, là dove è più vicina a Boccadarno, segni inconfondibili dell’azione erosiva delle acque», dice Gennai. Oltre a questa emergenza, la foce armata del fiume Morto sta per essere scalzata: «Sia il cemento che gli scogli stanno cedendo». Questi cedimenti consentono al mare di entrare nel corso d’acqua dolce. «Ad una prima stima consideriamo che il mare sia entrato nel fiume per oltre 200 metri», puntualizza Gennai. Il Parco, per aprirsi al pubblico in maniera ecosostenibile, aveva progettato e realizzato nel 2009 una serie di camminamenti sulle dune. Questi sentieri erano attrezzati sia per i turisti che per i portatori di disabilità. «Il nostro principale camminamento - dice Gennai - e cioè quello che arriva alla foce vecchia del fiume Morto, alla prossima mareggiata verrà giù». Gennai teme non ci siano i finanziamenti per questo tipo di intervento. L’erosione del tratto di spiaggia davanti alla villa del Gombo è un problema annoso. «Sono contento che la Regione abbia stanziato fondi per studiare il fenomeno perché il problema è difficile proprio dal punto di vista scientifico e non c’è una soluzione che possa andare bene per tutto e di lunga durata», commenta Gennai.
A Pisa arriveranno molti soldi dalla Regione: 13,5 milioni per salvare l’arenile tra Boccadarno e la foce del Serchio, proprio il profilo marino della riserva naturale; e ben 26,7 milioni verranno impegnati per invertire la rotta di quello che è stato un rapidissimo e inarrestabile processo capace di modifica della natura del paesaggio a Marina e che ora minaccia Tirrenia. Risorse tante, ma ancora tanti dubbi. Perché i lavori procederanno per lotti e saranno preceduti da una fase di progettazione che non si concluderà prima del 2017.
I due lotti previsti per salvare le spiagge del Parco dovrebbero arrivare a conclusione nel 2021, tra Marina e Tirrenia la scadenza è prevista per il 2023. Per la difesa e il recupero dell’arenile tra fiume Serchio e Boccadarno prima verranno eseguite indagini e progettazioni per 100mila entro il 2016, mentre per la “sistemazione morfologica del litorale, con la riconfigurazione del sistema di difesa e il ripascimento dell'arenile” tra Marina e Tirrenia servirà uno studio da 50mila euro nel 2016 e poi il progetto da 200mila nel 2017.
Allo stato dell’arte, regge all’erosione il porto di Marina di Pisa ed alcuni sostengono che il mare sia diventato più famelico di spiagge pisane per colpa dei lavori di ampliamento del porto di Livorno.
Carlo Venturini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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