Sicurezza
Colpo in concessionaria rubate quattro Ducati
Banda sfonda la vetrina con un furgone e carica le moto usate in esposizione Bottino di 60mila euro. Il titolare: «Furto su commissione, aperti da sabato»
PISA. «Ci hanno battezzato». Non perde l’ironia Giorgio Carico, titolare della concessionaria Ducati in via di Capiteta nella zona industriale di Ospedaletto.
Una banda di ladri alle 4 di mercoledì mattina gli ha sfondato la vetrina portando via quattro moto Ducati per un valore «di almeno sessantamila euro» precisa l’imprenditore che aveva aperto la nuova sede giusto sabato scorso. Di qui il riferimento al battesimo dell’attività commerciale sotto il segno dei furti.
Un precedente c’era già stato, un paio d’anni fa, nella vecchia sede.
«Ma la polizia stradale riuscì a recuperare le moto dopo un inseguimento in Fi-Pi-Li» chiosa Carico, la cui convinzione è che i banditi anche stavolta si siano mossi su commissione. Il pregio dei veicoli non può non suscitare appetiti. L’occasionalità del raid è un’ipotesi da scartare.
Le telecamere esterne alla concessionaria raccontano orario e gesta della gang. Il primo passo è quello di far saltare il lucchetto del cancello. Obiettivo centrato senza troppa fatica. Intorno alla 4 un furgone in retromarcia manda in frantumi la vetrina. In appoggio, poco distante, c’è un’auto. In tutto almeno quattro malviventi, a volto coperto e vestiti di scuro, si muovono come una squadra che si intende a occhi chiusi. L’allarme scattato dopo i vetri in pezzi non li preoccupa. Anzi, sembra scandire il ritmo dei movimenti. Il portellone posteriore del furgone viene aperto e le prime quattro moto, usate, esposte in vetrina passano con rapidità dal pavimento del salone a vista all’interno del veicolo.
«Ci avranno messi meno di due minuti – spiega il titolare –. Dalle immagini si vedono bene. Era gente preparata e per quello che hanno preso di sicuro sapevano cosa cercare. Devono averlo preparato da tempo questo colpo. Non davano l’idea di essere degli improvvisati».
L’allarme ha fatto intervenire la pattuglia della vigilanza privata che, a sua volta, ha avvertito i carabinieri del nucleo radiomobile per un primo sopralluogo. La conta dei danni mette insieme la vetrina sfasciata - ripristinata nella tarda mattinata - e le moto in esposizione che hanno preso il volo chissà per quali destinazioni.
Pietro Barghigiani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google