Il dolore
San Francesco, capriate tutte da sostituire
L’arch. Ciafaloni (Sovrintendenza): «Il rischio di crollo del tetto è attualissimo, i tempi di intervento non sono prevedibili»
PISA. «Le diciotto capriate lignee devono essere sostituite e la chiesa di San Francesco è ancora a rischio crollo». L’architetto Marta Ciafaloni della Sovrintendenza di Pisa sta conducendo una guerra contro il tempo. Il progetto esecutivo non c’è visti i tanti problemi della chiesa. Oltre alle capriate, il lato destro del transetto sta cedendo e molti dei mattoni a vista stanno crollando, compreso lo stemma della chiesa di San Francesco. Tra questa e la chiesa di San Paolo a Ripa d’Arno sta molto meglio, o meno peggio, proprio quella che veniva definita Duomo vecchio. Ciafaloni, di buon mattino, ha controllato proprio ieri i lavori in quest’ultima. Ma torniamo a San Francesco. «Le capriate che sorreggono il tetto ingannano perché sono dipinte e quindi sembravano in buone condizioni - dice Ciafaloni - ma da alcuni saggi e grazie a “ragni” meccanici abbiamo verificato che in realtà sono marce o estremamente fessurate».
Ieri c’era uno di questi “ragni” fornito dalla ditta Grandi che ha proceduto a saggi e prove. «Il problema di questa chiesa è dato anche dalle sue dimensioni e dall’altezza dei soffitti», aggiunge Ciafaloni. Sulla tempistica dei restauri, l’architetto ha uno scatto emotivo: «Non possiamo ancora saperlo, dobbiamo fare un progetto preliminare e passare ad uno esecutivo. Ma tenete conto che già abbiamo un progetto esecutivo per il chiostro che costerà ben 700mila euro». Per ora nessuno ha messo un solo euro, il ministero dei Beni culturali ha stanziato 200mila euro per i primissimi interventi di monitoraggio. E il resto della comunità? «L’Università con la professoressa Anna De Falco del dipartimento di Ingegneria sta collaborando assiduamente con noi, come di nuovo l’Università di Pisa ha dato un forte e significativo contributo ai lavori della Certosa di Calci».
Tutto il resto? Tace. Mentre la chiesa di San Paolo a Ripa d’Arno sembra aver passato la fase critica grazie al consolidamento della parete destra ed alla messa in sicurezza dello scollamento della facciata, la chiesa di San Francesco ha evidenziato con il tempo più problematiche strutturali che hanno decretato la sua chiusura a fedeli e visitatori. Rimane ancora l’appello ed il monito di padre Tomasz Rylko: «Carissimi, l’11 aprile passerà come una delle più brutte date di San Francesco di Pisa. Oggi ho ricevuto l’ordine da Marta Cefaloni di chiudere la chiesa. Lo so che facciamo questo per la nostra sicurezza. Spero che non ci vorranno secoli per fare lavori necessari per tornare a celebrare la messa dentro i muri di questo stupendo monumento di Pisa. Chiedo la preghiera e San Francesco prega per noi». E magari qualcun’altro, più prosaicamente, trovi i fondi per il restauro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
