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Stili di vita e salute: la ricetta di Gattuso

Stili di vita e salute: la ricetta di Gattuso

L’allenatore del Pisa a confronto con oltre 300 studenti per l’iniziativa: «Non fare autogol»

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PISA. La quindicesima tappa del progetto "Non fare autogol" ha fatto tappa nell'Aula Magna dell'Istituto "Leonardo Da Vinci". L'iniziativa è promossa dall'Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica) con la stretta collaborazione di Coni Figc (Federazione Italiana Giuoco Calcio) e Fmsi (Federazione Medico Sportiva). Ospite dell'evento l'allenatore del Pisa 1909 e campione del mondo Rino Gattuso. Una mattinata dedicata alla sensibilizzazione agli studenti, ma più in generale agli adolescenti, sui principali aspetti e fattori di rischio oncologico e come evitare attraverso una vita sana le varie forme di tumore. Sono intervenuti nel dibattito Andrea Michelotti, coordinatore regionale Aiom, Sergio Bracarda membro del Consiglio direttivo dell'associazione, Fortunato Nardella dirigente dell'istituto "Leonardo Da Vinci" e Giovanni Bongiorno insegnante e ex campione di atletica. Oltre 300 gli studenti presenti.

Il fumo. Il tecnico nerazzurro ha parlato delle varie regole sulla prevenzione oncologica a cui un atleta professionista deve attenersi: «Quando giocavo non ho mai acceso una sigaretta. Ahimè da quando ho smesso di giocare qualcuna la fumo e lo fanno di nascosto anche alcuni miei giocatori. Col fumo le prestazioni agonistiche diminuiscono».

Il cibo. Gattuso parla anche del rapporto con il cibo: «Per 20 anni ho mangiato riso in bianco e petto di pollo e un bicchiere di vino durante la settimana. Vivevo male il rapporto con la bilancia, come vedevo un chilo in più cercavo di perderlo subito. Per me era quasi una sfida, ero molto attento perché ad alti livelli un chilo in più, rispetto ad un chilo in meno può fare la differenza. Ma ai ragazzi voglio dire una cosa, il motore principale che fa la differenza è la testa che uno mette nel fare le cose».

L'alcol. «La differenza quando la sera si esce con gli amici la fa anche la compagnia. I ragazzi devono capire che di vita ce n'è una sola e di alcol non bisogna abusare».

Esperienza all'estero. «Ho lasciato casa all'età di 12 anni, ho vissuto in collegio e questo mi ha aiutato molto. Non avevo ancora 18 anni e mi sono trasferito in Scozia ai Rangers Glasgow per giocare. Il calcio italiano rispetto a quello europeo per quanto riguarda il settore giovanile e' molto indietro. In Olanda ragazzi giocano 27-28 ore nelle scuole calcio noi in Italia arriviamo a 12 e questo fa capire la differenza».

Pisa. Arrivano le domande rispetto alle speranze di promozione del Pisa in serie B. Gattuso risponde: «Da quando sono qua mi sveglio la mattina e non penso alla mia famiglia, ma penso alla mia squadra, il Pisa e alla possibilità che abbiamo di andare in serie B. Ce la metteremo tutta».

Antonio Tognoli

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