Giallo del Gombo, autopsia sul cadavere senza nome
Stamani all’istituto di medicina legale l’esame dopo aver effettuato la tac Prevista anche la comparazione del Dna. Tre le persone scomparse in area Arno
PISA. Una tac eseguita nel tardo pomeriggio di ieri. E l’autopsia in programma stamani a cura della dottoressa Stefania Fornaro.
Sono i primi passi per cercare di dare un nome al cadavere rinvenuto sulla spiaggia del Gombo domenica mattina a una decina di metri dalla battigia. Un mistero finito sulla scrivania del sostituto procuratore, Aldo Mantovani che ieri ha incaricato il medico legale per procedere all’esame del corpo che presenta la mutilazione di una gamba dovuta alla lunga permanenza in acqua ed esposta ai probabili attacchi dei pesci.
La tac è utile per accertare l’eventuale presenza di lesioni o emorragie interne, anche a livello di fratture, in modo da poter aumentare le informazioni sull’origine del decesso. Stamani lo spettro scientifico amplia le proprie opportunità con l’autopsia e gli esami istologici e tossicologici. Un quadro necessario per mettere dei punti fermi in un giallo che al momento, come unica certezza, offre solo il sesso del cadavere e quello che si può vedere a occhio nudo: uomo, neanche 1,80 mt, corporatura normale. Il resto è contaminato dagli effetti di diverse settimane a mollo con quello che ne consegue nel deterioramento di pelle e organi.
Con gli elementi acquisiti attraverso l’autopsia, il medico legale potrà indicare con un’approssimazione affidabile da quanto tempo il cadavere si trovasse in acqua. È realistica l’ipotesi che sia arrivato sulla spiaggia con l’ultima mareggiata, una decina di giorni fa. E sempre sul piano delle congetture è probabile che il corpo sia stato portato nel Tirreno dall’Arno. Dal punto di partenza dei giorni in mare, la polizia potrà valutare le comparazioni con le persone che risultano scomparse. Di sicuro il Dna sarà il passaggio decisivo per sgomberare ogni dubbio, ammesso che ci sia la possibilità di procedere a una comparazione. Senza un confronto, il cadavere del Gombo è destinato a occupare da anonimo un posto a medicina legale. Tre le scomparse più recenti: Pierluigi Bellucci, il "Cicciaio" di Limite sull'Arno, 62 anni, sparito la sera del 18 marzo; Damiano Ricci, 43 anni, di Pontedera, di cui non si hanno più notizie dal 14 febbraio; Paolo Donati, 74 anni, uscito il 29 febbraio dalla casa di riposo di Comeana (Prato) senza fare più ritorno.(p.b.)
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