Sicurezza
Compenso fino a 15mila euro per i corrieri
Qualche volta è arrivato dal Marocco un meccanico per smontare la auto imbottite di stupefacente
PISA. Dai 10mila ai 15mila euro. Era il compenso promesso dall’organizzazione a chi si rendeva disponibile ad andare in Marocco, farsi imbottire l’auto di panetti di hashish e poi rientrare in Italia, passando dai porti di Genova e Livorno.
Li sceglievano tra i connazionali più fidati. Il corriere tipo doveva essere incensurato, meglio se con famiglia e figli piccoli. A fornire la macchina ci pensavano i vertici della banda. Erano soprattutto i giovani, abili nella navigazione online, a cercare in tutta Italia vetture di secondo mano da acquistare in contanti. Capienti e voluminosi, i mezzi venivano affidati ai corrieri per la trasferta marocchina.
Nel Paese nordafricano lo “spedizioniere” in contatto con la gang, riempiva la macchina di droga rivolgendosi ad esperti nel ricavare nascondigli negli abitacoli.
Uno degli inciampi più clamorosi avvenne nel Natale 2014. Siham Ben Haroual, 26 anni, domiciliata a Pontedera, badante, al rientro da Tangeri fu fermata al porto di Genova. Sulla Toyota Avensis trovarono, tra doppifondi e intercapedini, 512 kg di hashish divisi in 1229 panetti. A bordo anche la figlia di 4 anni. Piena ammissione, e il contrario sarebbe stato difficile da sostenere, e condanna a 4 anni e mezzo di carcere dopo alcune settimane di detenzione.
Nel corso dell’indagine, gli investigatori hanno dovuto fare ricorso ai vigili del fuoco per sezionare anfratti e porzioni di auto trasformate in nascondigli per la droga. Auto destinate alla rottamazione. Usa e getta per le missioni dei corrieri. In qualche caso dal Marocco è stato chiamato con urgenza nel Pisano anche un meccanico specialista nell’occultamento dei panetti dentro i veicoli.
Una richiesta di aiuto per la difficoltà incontrata dall’organizzazione nel recupero del carico.(p.b.)
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