Sicurezza
Spuntano i parenti, eredità da dividere
La maestra Fanali aveva indicato solo l’ateneo e un’associazione animalista, ma dal notaio si sono presentati altri beneficiari
PISA. Assenti in vita, presenti dopo la morte. I parenti, si sa, non si scelgono. E non li aveva scelti al momento di fare testamento Fiorella Fanali, l'insegnante elementare deceduta a 78 anni nel marzo 2015 e rimasta per nove mesi in una cella frigorifera a medicina legale per cavilli legati all'accettazione dell'eredità che la donna aveva destinato all’università, a un’associazione pediatrica e al Rifugio Tom, canile gestito da volontari. Due case - a Pisa e a San Giuliano Terme - e soldi per un lascito di almeno 600.000 euro che gli eredi nominati dovranno dividere con alcuni parenti saltati fuori dopo il funerale della maestra che aveva insegnato anche a Uliveto Terme.
Persone con cui Fiorella non aveva più rapporti, ma che la legge ha inserito nel perimetro dei beneficiari - non indicati nel testamento olografo - per effetto di una parentela che arriva fino al quarto grado.
È una sorpresa che in parte ha “guastato” la lieta notizia arrivata in ateneo al momento di apprendere di essere stato inserito tra i beneficiari di un patrimonio messo insieme dalla signora Fanali e dal marito, Piero Consani, professore di chimica al liceo Dini, deceduto nel 2011.
Di sicuro il materializzarsi di altri eredi riduce la somma che l’università potrà ricavare dalla vendita delle case per rispettare le volontà della maestra che aveva dedicato la sua vita all’insegnamento stringendosi al marito in un legame che, dopo la sua scomparsa, è diventato un’assenza capace di debilitarla fino alla morte. I cavilli burocratici ci avevano messo del loro per impedirle un ultimo saluto degno del bel gesto. Per nove mesi Fiorella era rimasta in una cella frigorifera in attesa di stabilire di dovesse pagare i funerali. Alla fine ci aveva pensato l’università ad anticipare le spese e a dicembre, prima di Natale, la benefattrice aveva trovato posto accanto al suo amato marito. Poca gente nel cimitero della Misericordia. Le amiche del quartiere San Giusto, il direttore generale dell’ateneo Riccardo Grasso, dirigenti della Pubblica Assistenza e della Misericordia che si erano fatti avanti per dare degna sepoltura alla donna. Non segnalati gli eredi che, nel frattempo, hanno preso coscienza di una parentela che si è trasformata in un piccolo tesoretto.
La questione è sul tavolo del notaio a cui spetta mettere ordine nella successione dopo la pubblicazione del testamento. Compagna di una vita del professor Consani, interprete della pisanità e poeta vernacolare, Fiorella al momento di decidere a chi lasciare i suoi averi e quelli del marito aveva deciso di privilegiare università, bimbi e animali: i beneficiari delle sue volontà erano l'ateneo, una struttura pediatrica e il Rifugio Tom.
L'eredità prevedeva nel testamento scritto a mano dall’insegnante le seguenti ripartizioni: 9/20 all'università da destinare a borse di studio intitolate al professor Consani, nelle discipline di chimica, fisica e biologia; all'associazione per la pediatria presso l'istituto di clinica pediatrica 1 dell'Università di Pisa, per 10/20 (attività cessata nel 2014 e l'ateneo avrebbe preso anche quella quota arrivando a 19/20) e il Rifugio Tom per 1/20. Tutto bene secondo i voleri della maestra. Ma un giorno alla porta del notaio hanno bussato quei parenti, dal quarto al quinto grado, che Fiorella aveva deciso di non menzionare nel suo lascito.
Un’omissione ben ponderata alla quale la legge impone un epilogo diverso da quello voluto dalla benefattrice: almeno metà del patrimonio (tra vendita delle due case, asta per i mobili e liquidità in banca) finirà nelle tasche di chi era stato escluso dal testamento.
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