Gioco
Sport e legalità: a lezione alla 46esima
Il doping, le partite truccate, la violenza: i magistrati ne hanno parlato agli studenti
PISA. Lo sport e le sue regole, il doping, le partite truccate, la violenza negli stadi, il peso degli sponsor. Ha ancora senso il motto decoubertiano “L'importante è partecipare”? Forse no, perché oggi tutti gareggiano per vincere. Ma bisogna farlo nella piena legalità. Lo hanno spiegato ai ragazzi i magistrati della Nazionale Italiana Magistrati di calcio nell'ambito dell'iniziativa “Sport e legalità” promossa dalla 46esima Brigata Aerea in collaborazione con il Comune. L'assessore allo sport Salvatore Sanzo ha inserito la giornata nelle celebrazioni di “Pisa città europea dello sport”. Due le conferenze sul tema, che si sono svolte all'istituto Pacinotti, coordinata dalla dirigente Adriana Piccigallo, e alla 46esima Brigata Aerea, con le associazioni sportive del territorio. Nel pomeriggio, visita al simulatore del C130J e del C27J e sfida calcistica tra la Nazionale Magistrati e una selezione della 46esima. Il generale Achille Cazzaniga, comandante della Brigata, e l'assessore alle politiche scolastiche Marilù Chiofalo sono intervenuti in entrambi gli incontri. «Nello sport come nella vita le regole sono fondamentali - ha esordito Piero Calabrò, presidente della Nazionale Magistrati -. Sembra un concetto banale ma è necessario ribadirlo. Rispettarle significa che in una competizione ci sia lealtà, che implica che la vittoria sia del migliore e non del più furbo». Inevitabile la riflessione sui vari aspetti del doping. «Purtroppo, in virtù degli enormi interessi economici che gravitano intorno ad alcune discipline, arrivare secondi è una sconfitta. Il primo non vince solo il titolo ma anche ingaggi milionari dagli sponsor. È palese che per arrivare a un certo risultato si cerchino scorciatoie. Ma esiste anche un doping finanziario - ha aggiunto Calabrò - come nel calcio, dove la società paga in nero il calciatore. Come il doping nelle regole, per comprare l' arbitro. La marea di interessi che ruota intorno allo sport crea mancanza di legalità. Poi c'è la piaga delle scommesse, ormai si scommette su tutto, sulle partite e sulle squadre, perfino in Asia». Calabrò parla anche della violenza: «Fino alla morte dell'ispettore Raciti, durante un derby siciliano tra Catania e Palermo, lo Stato è stato distratto. Dopo sono arrivati i controlli all'ingresso».
Sono inoltre intervenuti il pm Matteo Campagnaro,il giudice Giuseppe Coscioni e il presidente del Tribunale di Pisa Salvatore Laganà. L'ex giocatore del Pisa, il campione Alessandro Birindelli, ha messo in luce le difficoltà di un dirigente sportivo nel guidare i giovani verso una carriera “pulita” . «Fattiva la collaborazione con gli assessori Chiofalo e Sanzo», ha detto Cazzaniga. «Sport come scuola di vita - ha sottolineato Chiofalo -. Un'occasione straordinaria per migliorare il senso di responsabilità dei nostri figli e per comprendere che i risultati si conquistano con sudore. Lo sport sviluppa le competenze individuali, migliorando se stessi, qualsiasi cosa si decida di fare nella vita».
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