Sicurezza
Lapide abbandonata al degrado nei luoghi della mala-movida
PISA. In piazza dei Cavalieri, nel cortile del Polo Carmignani, appare in mezzo a carta igienica, lattine di birra e un insistente odore di urina una lapide commemorativa che così recita: “In questo...
PISA. In piazza dei Cavalieri, nel cortile del Polo Carmignani, appare in mezzo a carta igienica, lattine di birra e un insistente odore di urina una lapide commemorativa che così recita: “In questo luogo dell’Università degli Studi addì XXIV Luglio MCMXLIV. Fucilati dai nazifascisti caddero Vinicio Biagini e il “Sardo” giovani operai nella luce della Resistenza insorti simbolo di nuova dignità umana. Nel trentennale della resistenza e delle liberazione Università degli studi, Comune e Provincia di Pisa, associazioni dell’antifascismo e della resistenza, associazioni combattentistiche».
La denuncia di Graziano Bendinelli, consigliere del Ctp 6 del Movimento 5 Stelle, è stata raccolta dalla consigliera comunale Valeria Antoni, sempre del M5S (che ha presentato una interpellanza) e dalla consigliera comunale Veronica Fichi (Pd).
«Questa lapide - scrive la consigliera Fichi - insieme ad altri luoghi della Memoria è ogni anno inserita nelle commemorazioni ufficiali dedicate al 25 aprile o alla liberazione di Pisa del 2 settembre. Purtroppo lo stato di abbandono in cui si trova non è un episodio isolato di atti di scempio da parte di incivili. Ce ne sono altri. Penso alla scultura dedicata al Maggiore Gamerra (cimitero di Riglione), che dopo un tentato furto fu abbandonata in un fosso. Da due anni sto sollecitando per velocizzare i tempi di ripristino e qui entra in ballo il Comune: non si può privare una comunità per lungo tempo di un monumento o la Memoria si perde. Credo, nello specifico della lapide, che si possa chiedere una potatura più energica, perché il verde che era di ornamento ormai ne occlude la vista».
«Scoraggiamo almeno questo atteggiamento intollerabile che si diffonde in piazza dei Cavalieri per il fenomeno movida - prosegue Fichi -. Questi luoghi sono l’emblema del patrimonio della comunità ed anche un biglietto da visita per chi viene a Pisa da turista. Tutto ciò è inaccettabile».
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