Il Tirreno

Pisa

La prima messa di don Francesco

Mercoledì prossimo riapre ai fedeli la chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri

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PISA. Dopo quasi sette mesi di chiusura, la chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri riaprirà ai fedeli mercoledì prossimo, quando don Francesco Barsotti, nuovo rettore del monumentale luogo di culto, celebrerà la sua prima messa nella chiesa dell'omonima piazza. Che riaprirà i battenti anche il prossimo 18 maggio nell'ambito delle celebrazioni di San Sisto. Nei mesi di giugno, luglio e agosto, le celebrazioni si svolgeranno invece di sabato. Ma è soprattutto su un'apertura stabile che don Barsotti - da lunedì scorso “sostituto” di don Aldo Armani - sta riflettendo. L'obiettivo è di spalancare le porte ai fedeli, ma anche e soprattutto ai turisti e ai tanti che vorranno ammirare quel gioiello progettato da Giorgio Vasari. «Per il periodo estivo e in particolare per il Giugno pisano - sottolinea don Barsotti - abbiamo già programmato una serie di iniziative culturali e alcuni concerti. Con la Diocesi stiamo inoltre portando avanti un progetto molto più ampio che mira, con la collaborazione di alcune associazioni cittadine, a riaprire ai fedeli e ai turisti alcune delle chiese della città attualmente chiuse».

Pisano, 48 anni, don Barsotti, ingegnere elettronico laureato all'Università di Pisa, ha lavorato per alcuni anni nel campo aerospaziale prima di percorrere quel percorso sempre desiderato che lo ha portato a diventare, circa dieci anni fa, parroco. La scelta dell'arcivescovo Benotto di affidare la reggenza della chiesa dei Cavalieri a don Barsotti è legata soprattutto al suo ruolo (assunto lo scorso gennaio) di parroco della chiesa di San Sisto in Cortevecchia (la sua nomina riunirà le due chiese della zona in una sola programmazione pastorale e religiosa) e a quello di economo diocesano, che faciliterà (o almeno, questo è l'obiettivo) l'avvio degli ultimi lavori che la chiesa dei Cavalieri necessita dopo l'importante ristrutturazione al tetto terminata lo scorso anno. Ma non sarà solo la normale gestione del luogo di culto e gli interventi strutturali a tenere impegnato don Barsotti, che dovrà fare i conti anche con la “mala-movida” che più volte ha preso di mira la chiesa. «La movida - conclude il nuovo rettore della chiesa dei Cavalieri - è un fenomeno complesso sul quale ci stiamo lavorando a livello ecclesiastico. Per farlo bisogna però prima capire il fenomeno e poi intervenire con progetti seri, valorizzando gli aspetti positivi per trasformare le piazza da luoghi di bivacchi in posti di aggregazione».

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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