Il Tirreno

Pisa

I Comuni al fianco della Regione nella lotta con Terna

di Daniele Benvenuti
I Comuni al fianco della Regione nella lotta con Terna

Vecchiano, San Giuliano, Lucca, Massarosa e Camaiore si schierano contro il via libera al maxi elettrodotto

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VECCHIANO. Il Comune di Vecchiano, insieme alle altre quattro amministrazioni interessate (Lucca, Massarosa, Camaiore e San Giuliano Terme), interverrà a fianco della Regione nel ricorso al Tar che Terna ha presentato per l'annullamento del piano paesaggistico, strumento fondamentale per il via libera dell'elettrodotto La Spezia-Acciaiolo. La vicenda riguarda il lungo braccio di ferro tra l'operatore di reti per la trasmissione dell'energia elettrica e i Comuni contrari al passaggio di 9 chilometri di nuova linea con tralicci alti fino a 50 metri tra le province di Lucca e Pisa ed una nuova mega stazione elettrica da 52.000 metri quadri a Balbano. Terna ormai da tempo si è rivolta al Tar proprio per impugnare il piano paesaggistico della Regione Toscana che metterebbe paletti forse insormontabili al progetto originale, chiedendone l'annullamento. Per questo il Comune di Vecchiano, attraverso una delibera di giunta, ha avviato il percorso con il quale promuove formale atto di intervento “ad opponendum”, costituendosi nel giudizio pendente dinanzi ai giudici amministrativi al fine di far rigettare la domanda di annullamento avanzata da Terna Spa.

Un atto, quello adottato dall'ente vecchianese, a sostegno della giunta regionale e condiviso con gli altri Comuni. «Per quanto concerne il progetto, il Comune di Vecchiano evidenzia che la nuova linea tracciata sul territorio lucchese desta preoccupazione anche a Filettole - spiega il sindaco Giancarlo Lunardi -, non solo per la tutela della salute dei cittadini, ma anche per l'eventuale danneggiamento di un'area di rilevante importanza ambientale, storico-artistica e paesaggistica. Area per noi essenziale allo sviluppo turistico del territorio che il Comune, ormai da qualche anno, ha intenzione di incrementare. Sono queste le ragioni per le quali abbiamo deciso di intervenire nel giudizio per opporsi all'annullamento del piano paesaggistico regionale e scongiurare, in tal modo, la realizzazione del progetto di riassetto della rete proposto da Terna». Ricordiamo che nei mesi scorsi Terna (proprio in attesa del pronunciamento del Tar), aveva inviato al Ministero tre progetti alternativi. Se i primi due si discostano di poco da quello originario, la terza ipotesi prevede invece un cambiamento radicale con lo spostamento della stazione elettrica in una zona a fianco della Lungomonte fra Nozzano e Filettole (di estensione più che dimezzata) e solo una deviazione dell'attuale tracciato con un raccordo di 1,35 km quindi senza decine di nuovi tralicci. Va aggiunto però che cinque sindaci hanno respinto anche queste alternative «perché non danno risposte ai problemi sollevati fin qui - avevano dichiarato - relativi da una parte alla necessità di salvaguardare la salute di tutti i cittadini e dall'altra tutelare l'ambiente interessato dalla nuova infrastruttura».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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