Attenzione
Vendite e scontrini con la “tolleranza” dei vigili urbani
PISA. Bancarelle provvisorie, protesta simbolica e incassi sicuri. L’ordinanza della questura non lo prevedeva, ma i bancarellai non hanno avuto difficoltà a vendere statuine e battere scontrini nel...
PISA. Bancarelle provvisorie, protesta simbolica e incassi sicuri.
L’ordinanza della questura non lo prevedeva, ma i bancarellai non hanno avuto difficoltà a vendere statuine e battere scontrini nel corso della manifestazione promossa per ricordare alla città il disagio di non avere più uno spazio fisico in cui lavorare.
Alla ricerca di una sede perduta che si traduce in fatturati in picchiata, è la pietra angolare delle rimostranze degli operatori collocati da un paio d’anni in via temporanea in piazza Manin. Vicina, ma non uguale per impatto e contesto al precedente schieramento davanti al Museo delle Sinopie.
«Abbiamo il registratore di cassa» rispondono al cronista che chiede se oltre a manifestare stanno anche vendendo. Risposta di sicuro indiretta, ma più che esauriente.
«C’è stata una tolleranza nei controlli» aggiungono quando passano in sequenza, senza fermarsi, due carabinieri e poi tre vigili urbani.
«Fallo pure, ma non farti vedere» sembra il tacito accordo non violato tra forze dell’ordine e bancarellai che non avrebbero potuto commercializzare - si pensi all’occupazione di suolo pubblico – le statuine della Torre provenienti dall’artigianato di Bagni di Lucca con qualche presenza “contaminata” made in China. Lo hanno fatto con la cautela di chi non vuole guastare un patto non scritto. La tolleranza delle divise è stata qualche numero sopra lo zero. Meglio non esacerbare animi che da anni, dalla rimozione dei banchi alla nuova destinazione ballerina, rendono i rapporti con il Comune più inclini al conflitto che al dialogo. Equilibri instabili che ieri non era il caso di far saltare.
Nel gioco delle parti di chi deve intervenire solo se assiste a una violazione e chi è attento a non cadere in fallo al passaggio delle uniformi, la giornata di protesta non ha scontentato nessuno. E, quello che più conta, per una volta le bancarelle in Piazza dei Miracoli non sono state sinonimo di polemiche. Il segreto è stato quello di non andare oltre le apparenze, ciascuno nel proprio ruolo, dagli operatori alle forze dell’ordine. Protesta riuscita senza perdere gli incassi.(p.b.)
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