Sicurezza
Piazza Duomo il ritorno lampo dei bancarellai
Protesta simbolica di un giorno degli operatori «Siamo qui per difendere il nostro lavoro»
PISA. I bancarellai del Duomo sono tornati per un giorno in piazza dei Miracoli. Lo hanno fatto, come forma di protesta, in piena regola: banchi lungo le transenne che delimitano il cantiere del Museo delle Sinopie, merce con relativo prezzo, pos e registratori di cassa. E non sono mancati i turisti che, con una certa sorpresa, hanno acquistato i tradizionali souvenir. «Dopo tanti venditori abusivi che invadono regolarmente la piazza - hanno detto alcuni bancarellai - oggi tocca a noi. Abusivi? Vendiamo regolarmente con licenza e scontrini». Resta il fatto che si è trattata di una protesta simbolica - una cosa simile era stata fatta nel 2014 - per tenere viva l'attenzione su una vicenda che si trascina dal settembre 2013, mese dello sfratto delle attività a causa dell'inizio improrogabile dei lavori al Museo delle Sinopie. Anche ieri i bancarellai non erano soli. Presente la Confesercenti con il presidente area pisana Antonio Veronese, il responsabile Giulio Garzella e il direttore Toscana Nord Marco Sbrana; presenti anche alcuni consiglieri comunali di opposizione (Maurizio Nerini, Diego Petrucci, Valeria Antoni e Raffaele Latrofa), la consigliera regionale di Cinque Stelle Irene Galletti con il parlamentare pentastellato Ivan Della Valle.
Difesa del posto di lavoro. «Siamo tornati nella nostra piazza per una protesta forte, simbolica, ma assolutamente pacifica - ha spiegato Gianmarco Boni a nome della commissione di mercato del Duomo -. Vogliamo far sapere all'amministrazione comunale in primis, e poi a tutta la città, che esistiamo anche noi e che la nostra vicenda non è ancora stata risolta. Il Comune è giustamente sensibile ai problemi di tante aziende pisane in crisi, ma con noi si sceglie la strada del silenzio. Possibile che nessuno abbiamo ancora affrontato la questione del nostro futuro? Il cantiere prima o poi sarà rimosso. O continueranno a prorogarlo in eterno per non affrontare il problema?».
Boni chiede nuovamente un confronto con Palazzo Gambacorti. «Ci hanno detto che non siamo mai stati ragionevoli. Si sbagliano. Noi abbiamo presentato una proposta concreta per il nostro futuro che non può essere piazza Manin. Sul tavolo del sindaco c'è infatti il progetto nell'area del Santa Chiara a ridosso della piazza. Progetto - conclude - che nel 1998 aveva già ottenuto tutti i permessi compreso quello della Soprintendenza. Possibile che nessuno ci abbia ancora risposto se va bene oppure no?. O almeno proposto una alternativa valida».
Opposizioni all'attacco. A fianco dei bancarellai, come era successo nell'assemblea pubblica di dieci giorni fa, alcuni consiglieri di opposizione. «Oggi i lavoratori sono tornai al posto che spetta loro di diritto - ha detto Diego Petrucci di "Noi adesso Pisa" -. E venendo qui a ridosso del cantiere ci rendiamo conto di come questo ponteggio sia stata solo una scusa per allontanarli dalla piazza. Un cantiere fantasma in cui non lavora nessuno. E che, al contrario di un normale cittadino, non paga l'occupazione del suolo pubblico". Sul cantiere rincara la dose Raffaele Latrofa (Ncd): «Avevano detto che c'era pericolo di crolli e che i lavori erano urgenti. Questi teli nascondono la verità sul cantiere: una scusa per liberarsi delle bancarelle». Il consigliere regionale Galletti ha affrontato la questione della Bolkestein relativa agli ambulanti: "L'Italia non ha ancora fatto presente all'Europa che non si può applicare all'ambulantato. Per questo l'onorevole Ivan Della Valle, presente con noi al Duomo, ha presentato una risoluzione finalizzata a escludere il commercio al dettaglio sulle aree pubbliche dalle nuove regole Ue circa la libera circolazione dei servizi».
Confesercenti. «La protesta di oggi, civile e corretta nei modi, testimonia la volontà di attivare un dialogo con il Comune - è la posizione di Confesercenti attraverso il suo presidente area pisana Antonio Veronese -. Vogliamo affrontare insieme al Comune il futuro di 45 famiglie prendendo in esame soluzioni praticabili e compatibili con gli interessi di tutti. Questo silenzio non porta a niente».
Daniele Benvenuti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
