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Pisa

cianfrusaglie o made in italy

«Non solo souvenir, le Torri in miniatura vengono da Lucca»

PISA. «Chiariamo subito una cosa. Non confondete le Torri in miniatura con la cianfrusaglia. Non lo è e non può essere etichettata come tale. Questi oggetti, in resina e marmo, provengono dalle...

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PISA. «Chiariamo subito una cosa. Non confondete le Torri in miniatura con la cianfrusaglia. Non lo è e non può essere etichettata come tale. Questi oggetti, in resina e marmo, provengono dalle fabbriche di Bagni di Lucca e sono il frutto di una tradizione lunga 60 anni che questo sfratto sta cancellando». È una delle cose a cui tiene di più Gianmarco Boni. È il portavoce dei bancarellai pisani dal settembre 2013, dall’inizio di una protesta che fra quattro mesi e mezzo potrebbe di nuovo deflagrare, e sa bene che uno dei nodi fondamentali a cui il comitato di saggi istituito da Comune, Regione e Soprintendenza si affiderà per valutare la compatibilità dei banchi con uno dei luoghi simbolo dell’Italia nel mondo non è soltanto il loro impatto estetico, ma anche ciò che espongono. Ancora oggi sui ripiani dei commercianti molto spesso si stagliano souvenir di cattivo gusto e per niente rappresentativi del made in Italy, quasi mai del made in Tuscany. Lui no, lui vende borse in pelle provenienti dai laboratori artigiani della regione, ma altri colleghi non hanno cambiato i target di vendita rispetto agli ultimi anni ed espongono ancora cianfrusaglia e cineseria: aste per i selfie, ventagli, cappellini, magliette, collanine. «È il frutto amaro della globalizzazione - dice Boni - Questa negli anni è stata l’offerta dei fornitori, mutata anche in base alle esigenze dei turisti, e ci siamo dovuti adeguare, a maggior ragione dopo essere stati trasferiti in piazza Manin. In questi anni, infatti, per effetto di quel provvedimento, 44 attività hanno dovuto licenziare 33 ragazzi, e anche i nostri amici lucchesi sono entrati in crisi. Non potevamo fare altrimenti. Ma non accomunate le miniature delle Torri o della piazza dei Miracoli alla cianfrusaglia». Insomma, è il mercato, bellezza. Ma è davvero così? Il mercato è un flusso che non si può orientare? La mano invisibile non può essere fermata? No, non è così. Ci sono molti esempi di imprese che hanno puntato sulla qualità e sulla bellezza per uscire dalla crisi. E se i bancarellai vorranno sopravvivere lo potranno fare solo provando a puntare su di essa, che siano fuori o dentro il rettangolo delle meraviglie pisane.

Mario Neri

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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